Borghi magazine ~ Alla scoperta dei tesori e delle eccellenze italiane

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Alla scoperta delle riserve naturali dei borghi del Friuli Venezia Giulia

Alla scoperta delle riserve naturali dei borghi del Friuli Venezia Giulia

In concomitanza con l’uscita del numero di giugno 2018 della rivista, ecco a voi un regalo per tutti gli amanti della natura. In famiglia, in coppia o per avventurosi solitari, approfondiremo la scoperta delle terre d’acqua e delle riserve naturali del Friuli Venezia Giulia. Escursioni a piedi, in barca o in bicicletta, e poi eventi imperdibili, birdwatching, paesaggi unici e una nuovissima app interattiva per le vostre vacanze in libertà! Partiamo subito alla scoperta della biodiversità che il territorio di questa regione custodisce e offre ai visitatori.

L’Oasi dei Quadris di Fagagna (Udine)

Il borgo di Fagagna

Feagne, el pais dai Mus, il paese degli asini, oltre a rinnovare e ricordare, ogni anno, le sue antiche tradizioni con la Corsa degli Asini, il Palio dei Borghi e con la suggestiva Casa Museo Cjase Cocèl, ospita a pochi chilometri dal suo centro storico uno stupendo scenario naturalistico, l’Oasi dei Quadris, che dal 1979 preserva e ricostituisce un biotopo unico, i prati umidi che si aprono a grandi chiazze tra alberi e vegetazione, soffici e luminosi. Quasi trent’anni fa infatti si è cominciato a reintrodurre nell’oasi due specie autoctone, la cicogna bianca e l’ibis eremita. Attualmente l’Oasi accoglie oltre 60 cicogne bianche in libertà, da cui ogni anno nascono dai 20 ai 30 piccoli, grazie ai quali è stato ripristinato il flusso migratorio. Tornano infatti gli esemplari selvatici, che erano quasi completamente spariti. La colonia stanziale viene creata tenendo per tre anni dei piccoli di cicogna nella voliera, questo fa perdere loro l’istinto migratorio. Così facendo si ottengono delle coppie che si riproducono regolarmente nell’oasi e nelle immediate vicinanze. Le giovani cicogne che hanno trascorso i loro primi 3 anni in voliera vengono liberate ai primi di marzo. Tutti i piccoli nati al di fuori della voliera vengono lasciati liberi di migrare nelle località di svernamento, previo inanellamento identificativo. Una volta raggiunta l’età adulta i piccoli ritorneranno nel luogo di nascita per la nidificazione, creando così un flusso migratorio a cui potrebbero aggregarsi esemplari selvatici.

Le star dell'oasi dei Quadris

Ancora meglio si è fatto con quel buffo parente della cicogna che è l’ibis eremita. La colonia conta oggi circa 150 esemplari, che convivono nell’oasi con altre specie a forte rischio di estinzione come, unici in Italia, i cavalli konjik, diretti discendenti dei tarpan, equini euroasiatici del tutto scomparsi. Il progetto dell’imprinting degli ibis eremita è partito nel 2013 con lo scopo di formare una colonia stanziale libera presso l’Oasi oltre a reintrodurre questa specie ormai estinta in Europa e tutt’ora detenuta quasi esclusivamente in cattività. Il progetto consiste nel prelevare un numero adeguato di soggetti dalla voliera dei selvatici non appena hanno raggiunto i 100g (ovvero non più di 7 giorni), nutrirli e monitorare il peso, lo sviluppo e il comportamento durante tutto il periodo di crescita. Si è così potuto constatare che la maggior parte delle coppie che si formano rimangono fedeli e mantengono lo stesso nido. Inoltre, alcune uova abbandonate da genitori non particolarmente “responsabili” vengono ottimamente covate (e i piccoli regolarmente allevati) da altre coppie che possono fungere da genitori adottivi.

Cavalli Konjik

Quello dei cavalli konjik, invece, è stato il più importante progetto di reintroduzione di cavalli in natura sperimentato in Italia. Il nucleo originario sopravvive in Polonia e in alcune riserve naturali dell'Olanda, dove questi erbivori sono usati per limitare l'eccessiva crescita della vegetazione. Inizialmente il progetto subì purtroppo una serie di problemi  e parte degli esemplari reintrodotti morirono. Gli ultimi tre soggetti rimasti (uno stallone, una femmina incinta e una puledra) sono stati quindi trasferiti, nel 2014, presso l’Oasi dei Quadris di Fagagna e collocati in un ampio recinto appositamente attrezzato, dove negli anni successivi si sono riprodotti portando il numero a 6 esemplari, tre maschi e tre femmine. Rocco e Belen sono i genitori, Ludmilla la figlia più grande che è arrivata con loro, Marius è nato nel 2015, Marco nel 2016 e Rosa nel 2017. L’Oasi dei Quadris è un posto magnifico dove passare una bellissima giornata all’insegna del relax, dell’amore per la natura e della spensieratezza. Le cicogne e gli ibis ed altri amici pennuti e non, vi aspettano!

La Valle Canal Novo e le Foci dello Stella di Marano Lagunare (Udine)

Il borgo di Marano

Scendendo lungo il corso del fiume Stella, scorgiamo da lontano la torre Millenaria di Marano Lagunare e davanti a noi si apre lo scenario incantevole della laguna, con i suoi canneti ed i suoi casoni. Per oltre tre secoli Venezia governò queste terre, guadagnandosi il rispetto e la benevolenza degli abitanti, tanto che ancora oggi si vantano di essere l’unico borgo friulano a parlare veneto. Ma questo gioiello di architettura veneziana, oltre a quello storico, conserva un altro richiamo fondamentale, quello con il mare.

Alzavole nella Valle Canal Novo

La Riserva Naturale della Valle Canal Novo, a breve distanza dal centro di Marano, è un ecosistema naturale complesso, fatto di ambienti umidi e acque a vario grado di salinità. La Riserva interessa una superficie complessiva di 121 ettari, costituita da un'ex valle da pesca, dalla quale prende il nome, da un'area lagunare di pochi ettari denominata Corniolo e da alcuni terreni seminativi. Accoglie i visitatori un innovativo centro visite, concepito sul modello dei Wetlands Centres anglosassoni. La ricostruzione di alcuni casoni, la tradizionale architettura lagunare in canna e legno, è uno strumento didattico che consente la scoperta dell’ambiente lagunare, insieme ai capanni per l’osservazione della fauna, le strutture per il soggiorno e un acquario. La famiglia più rappresentata, abbondante ed appariscente è quella degli anatidi, le cui specie osservabili più facilmente sono: cigno reale, cigno selvatico, oca grigia (o selvatica), volpoca, alzavola, germano reale, codone, marzaiola, mestolone e moriglione. Se siete fortunati, avrete anche l'occasione di osservare le ben più rare pesciaiole o morette tabaccate.

I casoni alle foci dello Stella

Seguendo poi il profilo della laguna verso ponente e verso Lignano Sabbiadoro, si apre la Riserva Naturale Regionale Foci dello Stella, non raggiungile via terra. L’acqua è la sola via per arrivare al delta del fiume e per addentrarsi in un microcosmo eccezionale, un esteso e rigoglioso canneto intersecato da una tortuosa rete di canali e corsi d’acqua che fluiscono dolcemente verso la laguna. Tra i canneti che costeggiano il letto fluviale, vivono un’ottantina di coppie di airone rosso, il falco di palude (presente con la colonia forse più numerosa a livello nazionale) e vari passeriformi, quali il basettino, la salciaiola, il cannareccione e la cannaiola. Nelle sacche lagunari intorno ai canneti s'aggregano d'inverno grandi stormi di uccelli acquatici come le folaghe e diverse specie di anatre, come la canapiglia, l’alzavola, il germano reale, il mestolone, il moriglione, la moretta e quattrocchi: un vero paradiso per i birdwatchers. Con una motonave entriamo infine sino all’estrema foce. Davanti a noi, un villaggio di casoni fatti di canna e legno, arredati in maniera spartana, con al centro il focolare. Tutte le capanne guardano a ovest, il lato più riparato dai venti di bora e tramontana. Un pontile in legno è l’unico punto d’attracco al villaggio. Il fantastico scenario che si apre davanti ai nostri occhi è degno delle più esaltanti avventure.

La Valle Cavanata e la foce dell’Isonzo di Grado (Gorizia)

Il santuario di Barbana e Grado sullo sfondo

All’estremità settentrionale del medesimo specchio d’acqua che accoglie Marano, Grado ci accoglie come una piccola Venezia racchiusa in un pugno di terra, immersa nella sua splendida laguna. La storia millenaria di Grado comincia nelle calli del castrum romano, dove sorgono le basiliche paleocristiane di Sant’Eufemia e di Santa Maria delle Grazie, che presentano splendidi mosaici pavimentali di epoca bizantina, nonché un’interessante area archeologica di epoca romana a cielo aperto, nel cuore del centro storico. La laguna di Grado si estende su 90 chilometri quadrati e comprende due riserve naturali custodi di biodiversità ed il santuario mariano di Barbana, posto su un isolotto quasi al centro di questo piccolo mare chiuso, che sarebbe stato fondato, secondo la tradizione, nel 582 d.C. sui resti di un tempio romano dedicato ad Apollo.

Fenicotteri in Val Cavanata

Nella porzione più orientale della laguna di Grado, la Riserva Naturale della Valle Cavanata, utilizzata in passato come valle da pesca, è oggi un luogo di osservazione per il birdwatching e una meta per tutti gli amanti della bicicletta, che vi possono arrivare tramite una pista ciclabile. A comunicare con il mare aperto, tramite chiuse regolabili, è una fitta trama di canali e corsi d'acqua, costeggiati da boschi e radure in cui si rifugiano molte specie animali. La Riserva dispone di strutture per l'accoglienza dei visitatori: il Centro Visite, il Laboratorio didattico di Casa Spina e alcuni osservatori. All'interno del Centro visite, completamento rimodernato, si trovano ampi spazi dedicati alla didattica. Lungo le pareti, ricoperte di cannuccia di palude al fine di simulare un tipico ambiente lagunare, si trovano delle feritoie attraverso le quali si possono osservare dei video in alta definizione che ritraggono la vita di molte specie di mammiferi e uccelli, particolarmente rappresentativi dell'area. In fondo alla sala viene proiettato un video promozionale della Riserva naturale e altri video didattici sulla flora e la fauna lagunari. Una piccola sala inoltre è stata completamente riprogettata ed ospita ora la riproduzione di un tipico casone lagunare, contenente arredi originali quali reti da pesca, addobbi e mobilio. In questa sala viene proiettato un video in alta definizione sull'attività della vallicoltura, storica attività antropica praticata nell'area della Riserva naturale fino alla sua istituzione nel 1996. Ci sono inoltre due telecamere, una aerea e una subacquea, con le quali si può osservare in diretta la vita nella Riserva. La Riserva è visitabile dai percorsi presenti lungo il suo perimetro che sono sempre accessibili. Presso il centro visite è inoltre attivo un servizio di noleggio gratuito di biciclette e binocoli, per incoraggiare i visitatori all'osservazione dell'avifauna lungo i percorsi. Assolutamente da non perdere gli eventi organizzati quest'anno nella riserva. Scopri il calendario completo degli appuntamenti sulla pagina di Grado.

La foce dell'Isonzo

Proseguendo verso nord, superato Fossalon di Grado, si raggiunge la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, che comprende paludi di acqua dolce e vaste zone umide salate, canneti, boschi e praterie. La Riserva è stata riconosciuta come la migliore area d’Italia per il birdwatching. Il suo cuore, l’isola della Cona, ospita il Centro Visite ed è uno dei siti di maggiore interesse didattico, scientifico e naturalistico a livello internazionale. L’integrità dell’area è garantita da costanti interventi ambientali e dal pascolo degli animali, come i cavalli camargue, che vivono liberi. La foce dell’Isonzo dà riparo a numerose specie di uccelli migratori, dal cavaliere d'Italia al falco di palude e alla beccaccia di mare, e ad animali protetti come la testuggine palustre, la rana di Lataste e, tra i pesci, il raro storione cobice.

La riserva naturale delle Falesie di Duino (Trieste)

Duino dal mare

Oltre la laguna di Grado, di colpo il paesaggio cambia completamente. Non più terre umide ma imponenti e immacolate falesie a picco sul mare, dove Rainer Maria Rilke trovò l’ispirazione per scrivere la sua opera maggiore, le Elegie duinesi. Nel cuore antico di Duino si percorre la suggestiva ulca, la stretta viuzza che dalla chiesa prosegue lungo le mura del castello contornato da case pittoresche. Superando il castello alla sua destra verso l’entroterra, comincia la Riserva Naturale delle Falesie di Duino, all’interno della quale si snoda il Sentiero Rilke.

Sulle falesie di Duino

La riserva si estende per 107 ettari, lungo una fascia di territorio ricca di tracce che testimoniano il passaggio dal clima medioeuropeo a quello mediterraneo. L'alto grado di biodiversità dà vita ad un paesaggio di rara bellezza, caratterizzato da bianchi ciglioni calcarei a picco sul mare. Le falesie sono formate, come l'intero altipiano carsico alle loro spalle, da rocce nate dalla sedimentazione di gusci di animali sul fondo di un mare poco profondo. Malgrado buona parte della superficie della riserva sia coperta da vegetazione tipicamente continentale, la zona posta sotto tutela vede il passaggio dal bosco alla macchia mediterranea, composta in prevalenza da lecci e carpini. Si tratta di un habitat adatto ai rettili e alla nidificazione di uccelli sedentari quali il gabbiano reale, il corvo imperiale e il falco pellegrino. In autunno e in primavera è facile osservare varie specie migratorie o svernanti mentre la pineta ospita fringuelli, ghiandaie, picchi, sparvieri e anche alcune colonie di scoiattoli. Quest’estate, inoltre, all’interno della riserva verranno organizzate anche delle escursioni naturalistiche guidate. La partecipazione è gratuita, grazie al contributo della regione Friuli Venezia Giulia, ma è necessaria la prenotazione. Scopri il calendario completo degli appuntamenti sulla pagina di Duino.

Il sentiero Rilke lungo le falesie

La grande novità della stagione 2018 e punta di diamante della proposta turistica del territorio di Duino Aurisina e dell’intero Friuli Venezia Giulia, è la nuova app dedicata al riconoscimento della flora della riserva e offre un’importante opportunità in più per tutti coloro che amano il turismo naturalistico. L’applicazione per sistemi mobile e tablet (Android e iOS) Flora interattiva del Sentiero Rilke e delle Falesie di Duino è uno strumento informatico che permette ai visitatori di passeggiare all’interno della Riserva, ed in particolare sul Sentiero Rilke, e di identificare con facilità piante e fiori tenendo semplicemente in mano un palmare o uno smartphone, scaricando l’applicazione gratuita KeyToNature. La guida è disponibile con due interfacce sul web: una dicotomica, una a scelta multipla. La guida, che comprende 586 tra specie e sottospecie (incluse alcune delle piante legnose più spesso coltivate nei giardini) è al momento disponibile in italiano e inglese. Dopo aver scaricato il sistema, attraverso un percorso di domande molto semplici, si potrà arrivare a capire subito davanti a quale fiore o pianta ci si trova. Sarà sufficiente dire qual è il colore e la forma delle foglie, fornire qualche ulteriore indicazione e con un clic apparirà la specie esatta con tutte le sue caratteristiche. L’applicazione è una delle iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale per valorizzare la Riserva delle Falesie di Duino, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Trieste. 

Scopri subito il sito del progetto o scarica direttamente la app KeyToNature per iOS e Android per partire alla scoperta delle Falesie di Duino, sulle orme del grande poeta Rilke.

Non resta altro da fare che pianificare il vostro viaggio e preparare tutto l’occorrente per intraprendere questa incredibile avventura, alla scoperta delle riserve naturali del Friuli Venezia Giulia. Armatevi dunque di scarpe e vestiti comodi, macchina fotografica (o smartphone) e, se volete, una copia delle Elegie Duinesi di Rilke, per raccogliere tutte le suggestioni e le meraviglie di questo ricco territorio.

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