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Bellezza abbagliante: L'editoriale del numero di luglio di Borghi Magazine

Bellezza  abbagliante: L'editoriale del numero di luglio di Borghi Magazine

È arrivata l’estate con i suoi cieli immobili, i campi di grano riarsi, il suono lieve dei sandali, gli ombrellini di Emily Dickinson. Stagione “abbondante”, piena, gonfia, matura, che accoglie sogni di libertà, desideri di fuga, voglia di oziare. Il Sud ci chiama con i suoi muri calcinati, con le stanze fresche vicino al mare, con le sere blu d’estate. Dedichiamo il numero di luglio alle città bianche, ai borghi di case imbiancate a calce, dove ogni cosa sotto il sole sembra riemergere da dolci sonni, da un lungo letargo. Ecco Locorotondo, Otranto e Trani in Puglia, che rapiscono il viaggiatore con le loro meraviglie, tra i rintocchi del mezzogiorno e le ombre che si allungano sui muri. Ecco Levanzo, uno sparuto gruppo di case isolane davanti a un mare africano. E infine Atrani sulla costiera amalfitana, sempre in ascolto del tuono che il mare fa ai suoi piedi.

Estate, tempo di scoperta. Zaino in spalla e cuore ardente per scarpinare dentro i vicoli di borghi abbandonati o quasi: Sadali in Sardegna, Piobbico e Frontone nelle Marche, e altri piccoli agglomerati, sperduti nell’Appennino lucano o nelle Alpi occitane. Posti che esigono un ritorno, dopo l’abbandono. E altri luoghi che, per storie personali o incontri fortuiti, sono sempre con noi: la valle dei mulini nel villaggio ladino di Longiarù, in Val Badia, e le gole del fiume Sagittario in Abruzzo, con i tre borghi di Anversa degli Abruzzi, Villalago e Scanno.

E tante altre pagine, ancora, per farvi entrare nei luoghi incisi nella nostra mente come paesaggi che non si disperdono, non si degradano, e che sempre riconosciamo come fossero volti: i volti che amiamo. Forse un paesaggio non è che una domanda d’amore. Ed è un po’ tutta l’Italia che chiede di essere amata, là dove anche ci sono sofferenza e disagio. L’Italia periferica che incarniamo nella nostra rivista non è un’idea astratta: è una parte di paese che combatte, e a volte vince, a volte perde.

Alla Biennale Architettura di Venezia il curatore del Padiglione Italia, Mario Cucinella, ha presentato una ricerca del ministero dei beni culturali e del turismo sulle aree interne, dalle Alpi alle isole e lungo tutta la dorsale appenninica, dove si mostra “l’altissima biodiversità espressiva” di una nazione che, nonostante tutto, riesce ancora a produrre bellezza. Lo si vede nelle 67 architetture contemporanee selezionate: spazi culturali, piazze, cantine vinicole, scuole, testimoniano la volontà, da parte della “periferia dell’impero”, di guardare al futuro senza tradire il passato.

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