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Campane dal borgo di Agnone: così belle da conquistare tutto il mondo

Campane dal borgo di Agnone: così belle da conquistare tutto il mondo
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L'artigianato italiano è uno dei cuori pulsanti della nostra tradizione, una storia fatta di ottima cura dei materiali, grande manualità e inventiva e rispetto per ogni fase del procedimento di lavorazione. Ne è un chiaro esempio l'arte metallurgica medievale dell'Alto Molise, nel borgo di Agonone che affonda le sue origini nella cultura sannitica, e che raggiunge la sua massima espressione nella fabbricazione di campane, tra le più antiche al mondo.

Una lavorazione che ad oggi avviene ancora nel pieno rispetto delle tecniche originarie: le fascine di legna proveniente dalle vicine foreste, i camini, le forme sempre in legno delle campane di tutte le grandezze per la creazione degli stampi, i forni che ardono, gli operai che in un'attività incessante limano, scalpellano e cesellano gli esemplari usciti dalla fusione, dopo il raffreddamento, e che una volta finiti prenderanno le destinazioni di tutti e cinque i continenti. Un'eccellenza manifatturiera che non lascia indifferenti all'estero: presto infatti, le campane molisane saranno presenti anche in Paesi come l'Indonesia, il Myanmar e la Thailandia.

Antonio Delli Quadri, maestro campanaro da tre generazioni, oggi 80/enne della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, la le più antiche al mondo e addirittura riconosciuta "patrimonio dell'umanità" dall'Unesco, afferma: 
“Le nostre campane vanno in tutto il mondo. I rapporti con il Myanmar nascono dal fatto che poco tempo fa il nostro Museo, in cui è narrata ed esposta tutta la storia millenaria dell'azienda, fu visitato da un personaggio che scoprimmo essere un ministro indonesiano. Da lì sono nati i contatti per cui le nostre campane saranno fornite anche alle missioni cristiane presenti in quei Paesi"Noi ci onoriamo di mantenere le stesse tecniche di sempre, di quando non esisteva l'energia elettrica, perché questo è il nostro 'marchio di fabbrica” - aggiunge -. “I cambiamenti sono marginali. Non si usa più, ad esempio, lo sterco di cavallo per l'amalgama delle argille, con le sue speciali caratteristiche, sostituito da altri materiali e da sostanze refrattarie. Ma il complesso della lavorazione resta quello di mille anni fa".

Una storia di tradizione e scambio che fa bene alla nostra economia e alla nostra cultura manifatturiera, da sempre apprezzata in tutto il mondo, e che oggi sta conoscendo un periodo di intensa ascesa.

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