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Quel cielo di Lombardia - Intervista esclusiva con Mauro Parolini, Assessore Regionale al Commercio e Turismo

Quel cielo di Lombardia - Intervista esclusiva con Mauro Parolini, Assessore Regionale al Commercio e Turismo
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“Quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace”, scriveva Alessandro Manzoni. Il turismo lombardo sta crescendo più che nel resto d’Italia. La Lombardia è oggi più attraente e piace sempre di più, anche ai viaggiatori stranieri che sono ormai più della metà del mercato regionale.
Qual è il segreto? L’abbiamo chiesto all’assessore regionale al Commercio e Turismo Mauro Parolini.

Assessore Parolini, la Lombardia lavora per diventare anche nel turismo la prima regione d’Italia. Come vi state attrezzando per questo obiettivo?

Da regione conosciuta in Italia e all’estero per il ruolo di leadership economica, la Lombardia rivela anche la sua grande vocazione turistica, facendo registrare negli ultimi anni aumenti a doppia cifra in termini di arrivi e presenze. Durante questa legislatura abbiamo impresso una forte accelerazione al turismo proprio per valorizzare questa: c’è una nuova legge, un impegno economico di oltre 60 milioni di euro, un nuovo modo di gestire il turismo, un nuovo brand, una presenza digitale più autorevole e, soprattutto, una più moderna ed organica strategia di promozione della destinazione Lombardia. Questo grazie anche alla società Explora, che si è affermata come uno strumento efficace diventando a pieno titolo la nostra Destination Management Organization. Abbiamo inoltre messo in campo un programma di formazione per i protagonisti della filiera con l’obiettivo di qualificare l’ospitalità e riacquistare consapevolezza del nostro potenziale, avviato un processo di rilancio e ammodernamento dei punti di informazione turistica sul territorio e predisposto bandi dedicati agli operatori per riqualificare le strutture di accoglienza.

Borgo di Monte Isola

Tra le città, Milano nel 2016 è diventata la prima meta turistica italiana superando Roma, mentre a livello regionale la Lombardia è seconda solo al Veneto, che però ha Venezia.

Il nostro punto di forza è la ricchezza e la varietà della nostra offerta turistica. Accanto al lavoro innescato dalla riforma legislativa, abbiamo deciso di puntare sulla promozione di quegli ambiti meno maturi e più promettenti: turismo religioso, enogastronomico, cicloturismo e turismo legato alle città d’arte. Su quest’ultimo in particolare abbiamo investito oltre 6,4 milioni di euro per un progetto di promozione senza precedenti, volto a far crescere i nostri capoluoghi di provincia come asset strategico di sviluppo per il tessuto economico locale e come risorsa turistica importante. Le nostre città d’arte, con il loro straordinario patrimonio storico, architettonico e artistico, possono affermarsi come le nostre “Venezie” sul mercato internazionale. Naturalmente ci sono, e sempre più attrattivi, i nostri punti di forza, Milano, il Garda, il lago di Como e alcune località di montagna.

Castellaro Lagusello, Mantova

Una regione industrializzata sconta, tuttavia, gli errori del passato. Agricoltura biologica, rigenerazione urbana e cultura possono recuperare al turismo sostenibile territori colpiti dal degrado ambientale e dalla deindustrializzazione?

Il territorio lombardo, come tutte le aree  fortemente industrializzate e densamente abitate, ha visto un uso intensivo del territorio. Oggi, con una forte sensibilità ai temi del rispetto del nostro patrimonio ambientale, si è consolidata un'idea di sviluppo che fa della sostenibilità nell'utilizzo del territorio uno dei suoi punti di forza. Una delle principali sfide è rappresentata proprio dal recupero e dalla riqualificazione di aree industriali dismesse, che possano accogliere nuove e più moderne attività produttive o essere convertite ad altri usi. Il tema richiede un approccio non ideologico ma capace di valutare i benefici che ogni intervento di trasformazione genera per la comunità di oggi e di coloro che verranno dopo di noi. Tali interventi possono rendere più attrattivi territori che in passato hanno ospitato paesaggi industriali, come il sito di Crespi d'Adda che sarà oggetto di recupero, così come potrebbe essere recuperato ogni comune lombardo, se prevarrà una sapiente capacità progettuale e una illuminata visione dello sviluppo del territorio. 

Sabbioneta, Mantova

Tra I Borghi più belli d’Italia ci sono venti piccoli centri storici lombardi, con autentiche perle come Sabbioneta, Soncino, Morimondo. Si deve partire dai territori per rilanciare l’Italia e la sua economia?

Certamente. Questi Comuni, ancora diamanti grezzi in alcuni casi, giocano un ruolo fondamentale, perché rappresentano un elemento di attrattività decisivo, dove ritrovare bellezza ed accoglienza. Sono elementi distintivi della nostra ospitalità, patrimonio immateriale del nostro “saper fare”, che integrato alla varietà delle proposte – dai borghi di montagna a quelli di lago o di pianura - crea un mix esplosivo in grado di trasformare la permanenza in Lombardia in una esperienza unica. È giusto quindi partire dal territorio, ma anche promuovere queste destinazioni collegandole a brand locomotiva più affermati in grado di trainarli come, appunto, i laghi e le città d’arte. 

Cassinetta di Lugagnano, Milano

Forse da quando Leonardo da Vinci era a Milano, e poi con design, moda, manifatture, la Lombardia ha creato e diffuso bellezza. È questa la vostra carta vincente?

La Lombardia continua a produrre bellezza in vari settori e ad esportarla nel mondo. In ambito turistico credo che sia necessario mettere a sistema la bellezza e lavorare sulla consapevolezza di possederla e di ricrearla continuamente. La carta vincente è quindi, dal mio punto di vista, fare rete con la bellezza. Ed è anche per questo motivo che abbiamo proclamato il 2017 “Anno del Turismo Lombardo”: un palinsesto di iniziative per celebrare questa nuova fase che il turismo sta vivendo in Lombardia, l’inizio di un percorso per riaccendere l’orgoglio della bellezza che caratterizza le aree turistiche, quelle già affermate e quelle ancora nascoste.

Tremosine sul Garda, Brescia

Unendo turismo e sviluppo economico nelle competenze dello stesso assessorato, la Lombardia ha innalzato il turismo al rango di asset primario di sviluppo dell’economia regionale.

Non è un passaggio formale questo, perché all’attrattività turistica di un territorio concorrono vari elementi: cultura, arte, enogastronomia, artigianato. Si pensi alla moda, al design, al commercio o al ‘saper fare’ artigiano, che sono tratti distintivi della nostra cultura, elementi di riconoscibilità della nostra regione e dell’Italia. Noi stiamo lavorando in questa direzione, perché il turista è oggi sempre più esigente e alla ricerca di esperienze di viaggio che permettano di entrare in contatto in modo autentico con la storia, l’arte, la tipicità e anche la qualità del tessuto produttivo delle destinazioni. 

Questa intervista è presente nel numero di Aprile di Borghi Magazine. Scopri cos'altro c'è in questo numero.
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