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La strada del vino nella Valpolicella


Scopri San Giorgio di Valpolicella

Cantine e Ville Venete - Siamo venuti in Valpolicella in occasione dell’ultima vendemmia, che è stata ottima e preannuncia una buona annata. Tutti erano indaffarati intorno alla raccolta delle uve da cui uscirà l’oro rosso, il petrolio di queste terre: non solo il pregiato Amarone, diventato già un marchio internazionale per il suo sapore pieno, caldo, vellutato; ma anche il Recioto, con il suo caratteristico e accentuato odore, ma dal sapore più delicato; e il Valpolicella, Classico e Superiore, tendente anch’esso al granato con l’invecchiamento: ma un rosso granato meno carico di quello dell’Amarone che è diventato di moda anche come colore. Colore Amarone.

La culla di questo vino è il territorio di Gargagnago e San Giorgio di Valpolicella (uno dei borghi più belli d'Italia), da cui comincia il nostro viaggio. Di fronte alla pieve romanica di San Giorgio, recentemente è stato aperto il B&B La Grande Casa dove abbiamo dormito.

B&B La Grande Casa

La struttura ci ha accolti in un ambiente rinnovato dove è esposta anche una ricca collezione d’arte contemporanea. L’ottima posizione permette di godere da ogni camera di un bel panorama: a sud ovest verso il lago di Garda e ad est verso la pieve. Nella zona ci sono altri B&B dal costo poco impegnativo, come Casa Iole a Domegliara - ricavata dall’abitazione dei fattori dei conti Rovereti Zurla, i nobili veneziani del Settecento la cui villa è a 200 metri di distanza - o Valentina, che si trova all’interno di una tipica corte della Valpolicella.

Dalla piazza di San Giorgio è ben visibile l’azienda agricola Boscaini Carlo, estesa su 14 ettari e condotta oggi dai nipoti e dal figlio del titolare, arrivato alla bella età di 102 anni con la massima “bere poco ma buono”. Le 60mila bottiglie prodotte esclusivamente con le uve dei vigneti aziendali, comprendono Valpolicella superiore, Valpolicella superiore Ripasso, Amarone e Recioto, insomma tutti i vini della piccola valle benedetta dal sole del lago di Garda.

Cantina Boscaini Carlo

Da Sant’Ambrogio raggiungiamo in pochi km San Pietro in Cariano, seguendo un altro itinerario parallelo a quello del vino: l’itinerario delle ville venete. È recente l’uscita del volume Centootto Ville della Valpolicella (Dalmograf Editore, 2016) illustrato dalle fotografie di Fulvio Roiter e Lou Embo. Queste dimore cor-rispondono a un clima culturale e a un modo di vivere che le rendono irripetibili: la loro esistenza, cioè, non potrebbe essere concepita al di fuori dei contorni geografici della Valpolicella. La prima che vediamo, in località Ciengia, è Villa Giona, oggi trasformata in hotel di lusso. La villa, com’è scritto nel libro, “è uno degli esempi più maturi, in Valpolicella, di applicazione dello schema Veneto, nel quale la residenza signorile è il perno di un complesso dilatato in ali simmetriche”. Risale al tardo Quattrocento, è stata restaurata tra Sei e Settecento ed è circondata da un romantico giardino all’inglese.

Villa Giona

Poco distante, incrociamo l’azienda della famiglia Nicolis che dal 1951 con cure quotidiane produce, nel cuore della zona classica del Valpolicella, premiati Recioto, Amarone, Valpolicella Classico e Valpolicella Ripasso, tutti frutto di una vinificazione genuina e raffinata.

Azienda vinicola Nicolis

Da San Pietro raggiungiamo la pieve romanica di San Floriano, di cui si ha notizia dall’anno 905, per poi salire a Marano di Valpolicella. Qui, in un ambiente collinare di frutteti, uliveti e vigneti, visitiamo la tenuta Santa Maria Valverde, in uno dei cru più vocati in Valpolicella per la produzione dei grandi rossi. Nicola Campagnola è il visionario viticoltore che da questi vigneti di collina, di proprietà della sua famiglia dalla fine dell’Ottocento, ricava vini riconducibili ognuno a un appezzamento di terreno: grandi vini dal sentore di ciliegia, tipico dell’Amarone di Marano, di bacca rossa o – come marker particolare – di mora di rovo.

Tenuta Santa Maria Valverde

Prendiamo ora la strada per Negrar dove, nei pressi dell’abitato di Prun, osservando con attenzione le pendici dei monti Lessini, notiamo le cave di pietra a cielo aperto, o scavate in galleria con cunicoli e grotte, da cui si ricava la “pietra di Prun”, oggi più nota come “pietra della Lessinia”. Le cave di scaglia rosa danno i famosi calcari bianco-rosati veneti, di cui si parlava già nel XIV secolo, quando i cavatori di Prun portavano a Verona una gran quantità di carri di questa pietra tenera e di facile estrazione.

Cave di pietra a Prun di Negrar

Sempre a Negrar ma in località Pojega, è da visitare Villa Rizzardi, con il suo magnifico giardino di fine Settecento che prende a modello quello delle ville venete del Cinquecento. Progettato dall’architetto Luigi Trezza su commissione del conte Antonio Rizzardi, è ritenuto uno dei maggiori esempi di giardino geometrico all’italiana. Si può visitarlo da aprile a ottobre il giovedì e il sabato dalle 15 alle 19. Sono invece sempre aperte le cantine dell’Azienda Agricola Guerrieri Rizzardi che coltiva la vite da trecento anni e nasce dall’unione di due antiche famiglie, i Guerrieri di Bardolino e i Rizzardi di Negrar.

Villa Rizzardi

Da Negrar in pochi km scendiamo a Santa Maria e arriviamo a Pedemonte, dove ci aspetta l’azienda agricola Santa Sofia, che prende nome da un’altra prestigiosa villa, conosciuta in passato come Villa Serego, la cui costruzione fu affidata nel 1560 da Marcantonio Serego ad Andrea Palladio e per questo è inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco insieme con le altre dimore realizzate dal Palladio.

Villa Santa Sofia

Si possono visitare le antiche cantine ospitate nella villa, utilizzate già nel XIV e XV secolo per l’affinamento dei vini. La qualità di questi vini – oggi curata dall’entusiasmo enologico della famiglia Begnoni che nel 1967 rilevò dalla contessa Rizzardi l’azienda vinicola Santa Sofia – era già nota nel 1811.

Villa Santa Sofia. Cantina storica del XVI secolo

Perseguendo una sua “strategia dell’eccellenza”, Giancarlo Begnoni ha portato questa cantina al vertice della tradizione enologica stoso classicismo dalla famiglia Fattori a partire dal 1735. Alla villa è annesso un ampio fondo agrario coltivato a vigna dall’azienda della famiglia Bertani, attraversato da un sentiero tra le uve del Valpolicella, da percorrere a piedi o in bicicletta. Punto d’arrivo del nostro percorso è Verona, dove andiamo a visitare le cinque chiese sull’Adige inserite nell’itinerario Verona Minor Hierusalem di cui vi parliamo nell’articolo che segue.

Verona Minor Hierusalem

Per maggiori informazioni, si può contattare la Strada del Vino della Valpolicella a Sant’Ambrogio di Valpolicella (tel. 045 6888467, info@stradadelvinovalpolicella.it). 

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