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Sicilia, viaggio fra borghi e icone del sud - parte 2

Sicilia, viaggio fra borghi e icone del sud - parte 2
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Dal capoluogo dell’antica Trinacria l’emozione si mette in viaggio in un susseguirsi di icone archeologiche, storiche e naturali, testimonianze arabe e normanne, templi silenti e richiami ellenici, riserve naturali e fondali marini che incantano per colore e trasparenza. Un elisir di Sicilia, questo itinerario che la percorre a nord, a iniziare dal borgo marinaro di Mondello, racchiuso tra il Monte Pellegrino e il Monte Gallo e costellato da ville Liberty affacciate sul lungomare.

Un borgo da conoscere per la sua celebre spiaggia, certo, ma anche per assaggiare il tipico pane con panelle e crocchè, il più rinomato baluardo gastronomico del capoluogo siciliano. Tra Palermo e Mondello si erge il santuario dedicato a Santa Rosalia - patrona del capoluogo siciliano -, che qui visse da eremita in una grotta fra i boschi: l’acqua, incanalata dal soffitto della grotta verso un’ampia fonte, pare abbia proprietà miracolose. Ispirato da una ben più terrena sete di immortalità, Guglielmo II fu il sovrano che commissionò il duomo del borgo arabo-normanno Monreale. E’ considerato il massimo capolavoro dell’architettura normanna in Sicilia ed è anche l’opera religiosa più grande e completa dell’epoca. Due portali conducono all’interno del duomo che costituisce una delle espressioni artistiche più alte del Medioevo italiano con pareti – ben 6.340 metri quadrati – ricoperte di mosaici a fondo oro che raffigurano 42 episodi biblici, ordinati cronologicamente e sublime è il grande mosaico del Cristo Pantocratore che orna l’abside.

Dalle coreografie ecclesiastiche ci si dirige a occidente: tra Alcamo e Trapani, nell’entroterra, colli rocciosi e paesaggi lunari incorniciano l’ampia pianura che, con le saline e gli infiniti vigneti, si estende verso il mare sino a Marsala. E una mezzaluna sembra il disegno del golfo di Castellammare, nel quale sorge Castellammare del Golfo, nel cui porto troneggiano i resti di un castello saraceno. Sempre nel golfo si trova Scopello, piccolo borgo marinaro costruito intorno a un baglio – costruzione rurale siciliana cinta da mura e formata da edifici che si aprono su un ampio cortile interno – che domina la tonnara sulla spiaggia sottostante. Con il suo agglomerato di case bianche e vie lastricate, la località ricorda le commedie italiane in bianco e nero degli anni Cinquanta.

Scopello

Da Scopello ci si può dirigere alla Riserva Naturale dello Zingaro: è stata la prima area protetta istituita in Sicilia ed è rifugio della rara aquila di Bonelli così come di altre quaranta specie di uccelli e di settecento varietà di piante mediterranee. Tutt’intorno, piante di carrubo e macchie di euforbia rivestono i fianchi delle colline. Nella Riserva dello Zingaro sono importanti anche le tracce lasciate dall’uomo come la grotta dell’Uzzo, la torre dell’Impiso e la Tonnarella. Lunga, bianca, sabbiosa e incorniciata da alture rocciose è la spiaggia di San Vito lo Capo, borgo protagonista ogni anno a settembre del “Festival internazionale del cuscus”. San Vito Lo Capo, dal mare terso e cristallino, era già in epoca romana un importante centro marinaro come testimoniano i resti di vasche per la pescicoltura, rimasti presso la tonnara.

Il porto di Trapani è sorvegliato dal leggendario Monte Erice, 750 metri sul livello del mare: raggiungibile anche in funicolare, è qui arroccato il borgo medievale di Erice, pervaso di magnetismo, con vista a perdita d’occhio sulla vallata sottostante e sul mare. Virgilio paragonò Erice al Monte Athos per l’altitudine e l’importanza spirituale che rivestiva e il luogo conserva tuttora un’aura magica grazie alla presenza di vicoli, nicchie votive e cortili “segreti”. A sud di Trapani si distendono infinite e pianeggianti saline, con le bianche collinette di sale grezzo e i mulini a vento, mentre sul mare si stagliano le isole e sottocosta si innalzano i faraglioni. Il paesaggio è affascinante e tra un borgo è l’altro merita una visita alle saline, un viaggio fra vasche, canali, mulini, bagli antichi: camminando lungo gli argini, i suoni che si possono percepire appartengono alle onde del mare, al vento e ai richiami dei gabbiani.

Tindari

Dal sale si passa al vino e quindi al borgo medievale di Alcamo e al famoso vino Bianco d’Alcamo, che brinda anche alla letteratura italiana con Cielo d’Alcamo: autore del contrasto “Rosa fresca aulentissima”, ha dato origine a uno dei più antichi documenti della letteratura italiana. E poi ecco il levante: da Palermo la scoperta dello spaccato settentrionale che muove a est conduce innanzitutto a Capo Tindari e al santuario di Tindari, borgo protetto dalla Madonna Nera: situata proprio sul promontorio, la maestosa chiesa - con la cupola che scintilla sotto il sole - custodisce la statua lignea della Madonna Nera, di stile bizantino, mentre lungo le pareti delle navate laterali splendono memorabili mosaici. Dal santuario un sentiero conduce agli scavi di Tindari, in perfetto isolamento tra fichi d’india, ulivi e cipressi, con un teatro greco all’estremità superiore. Da Tindari si vedono le Eolie, le sette isole sotto l’egida dell’Unesco che da lontano sembrano coni argentei sospesi sulle acque. Il frangersi delle onde ha eroso il morbido tufo, mentre la lava più dura si è solidificata in enormi massi sulle coste.

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