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Treviso: weekend tra i borghi di Cison di Valmarino e Follina

Treviso: weekend tra i borghi di Cison di Valmarino e Follina
Scopri Cison di Valmarino

É da Treviso, importante centro della pianura veneta, ricco di emergenze architettoniche religiose e civili e sede di numerosi musei, che inizia il nostro itinerario nelle terre trevisane alla scoperta dei borghi di Cison di Valmarino e Follina.


É
con l’autostrada A27, che tocca i principali centri della Marca Trevigiana, che raggiungiamo la Valmareno, la vallata compresa tra le Prealpi Bellunesi e le colline dell’alto Trevigiano, che da Vittorio Veneto giunge a Follina seguendo il corso del fiume Soligo, affluente del Piave.

Pochi chilometri dividono Vittorio Veneto da Cison di Valmarino, che raggiungiamo dopo aver costeggiato due specchi d’acqua, il lago di Santa Maria ed il lago di Lago, o di San Giorgio, separati da una zona paludosa.

Cison, posta lungo il percorso del Prosecco, ha nella borgata di Rolle uno dei migliori luoghi di produzione del Prosecco docg.

Cison di Valmarino

Antico centro politico e amministrativo della contea di Valmareno, il borgo di Cison è sorvegliato dal castello Brandolini, complesso fortificato di epoca caminese (XII secolo). Voluta dal conte Antonio Maria Brandolini, presenta l’elegante facciata da dimora patrizia veneta, con bifore e trifore a doppio ordine.

Del centro storico colpisce piazza Roma, su cui si affacciano il palazzo Barbi, villa veneta ora sede del Comune, e la Loggia, costruita a metà Seicento per ospitarvi il tribunale, e oggi teatro, poi le cantine Brandolini, esempio di corretto recupero di edificio storico. La chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta è un gioiello settecentesco dalla doppia facciata: quella dell’ingresso principale, a ovest, ornata da tre statue ottocentesche di Marco Casagrande raffiguranti Fede, Speranza e Carità; quella a est si affaccia su piazza Roma e presenta al centro la statua del patrono San Giovanni Battista e ai lati, disposte in coppia, Prudenza e Giustizia, Fortezza e Temperanza. L’interno a navata unica custodisce l’ ”Assunzione della Vergine” di Egidio Dall’Oglio e un prezioso organo di Gaetano Callido del 1779. Belli sono gli angeli-scultura dell’altare, i dipinti settecenteschi di un allievo del Piazzetta, così come, fuori dalla chiesa, gli altri palazzi veneti che rendono prezioso il borgo.

Cison di Valmarino

Apprezzabile lo scorrere dell’acqua fin dentro l’abitato, grazie a un percorso chiamato “le vie dell’Acqua” che, costeggiando il torrente Rujo, si snoda nel bosco per raggiungere vecchi mulini e altre opere idrauliche, testimonianze di archeologia industriale. Non si può lasciare Cison prima di aver fatto il giro delle sue frazioni, da Tovena, borgo rurale di case di sasso con la fontana settecentesca, la chiesa dei Santi Simone e Giuda con il trittico dell’altare maggiore di fine Seicento e i tre altari minori interamente scolpiti e dorati; l’antica canonica con gli stemmi dei Brandolini e del vescovo Pietro Lioni; poi casa Magagnin, tipica abitazione in sasso, che reca sulla facciata tre dipinti murali di epoca settecentesca. Tutta di sasso anche la frazione Mura, e poi Rolle, circondata da colline boscose e dai vigneti del Prosecco, con i lavatoi e gli abbeveratoi della Rosada. Vigneti, alberi da frutto e casolari, questo è il paesaggio che fa da cornice al borgo, straordinario affresco di quest’angolo di provincia veneta.

Rolle - Cison di Valmarino

Terra d’escursioni e passeggiate, ha nella Strada dei Cento Giorni, antica opera austriaca costruita per fini bellici, uno delle più straordinarie opere d’ingegneria. Tracciata su un percorso romano, conserva una torre di vedetta di epoca bizantina, e nel passato era percorsa da mercanti e viandanti, pastori e pellegrini. Nel 1914 se ne iniziò la realizzazione, interrotta nel 1916, del primo tratto dell’attuale percorso, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Carpenè. Nel corso della prima guerra mondiale, ragioni strategiche indussero il Genio austriaco a completarla in tempi brevi. Nella metà di giugno del 1918 era pronta, dopo soli cento giorni di lavoro. In cima al passo di San Boldo che porta nel bellunese, si trova il museo che documenta le fasi di realizzazione del progetto.

Lo spiedo è sicuramente la specialità di Cison di Valmarino e dell’area pedemontana della provincia di Treviso. Tale cucina è forse uno dei metodi di cottura più antichi. Ci regaliamo una cena a base di carni cotte allo spiedo servite ben calde e croccanti, accompagnate da un piatto di patate.

Seconda tappa della gita è Follina, attivo borgo turistico e culturale, e vivace centro artigiano. E’ l’abbazia di Santa Maria, antico monastero cistercense, il suo cuore, autentica meraviglia architettonica. Dalla facciata in stile gotico cistercense presenta quattro finestre gotiche a lancia e due rosoni. Custodisce tesori come il barocco crocefisso ligneo ed un prezioso affresco di Francesco da Milano risalente al 1527.

Follina

In stile romanico è invece la torre campanaria, altro elemento del complesso architettonico dell’abbazia. Imperdibile il chiostro dagli eleganti caratteri gotici sul quale s’affacciano alcuni tra gli ambienti più importanti dell’abbazia, Parlatorio, Refettorio, Sala del Capitolo e Biblioteca. Da vedere anche il Chiostrino dell’Abate.

Abbazia che per oltre due secoli fu un importante snodo della cultura cistercense, in questa zona di mulini per macine e lanifici.

Chiostro dell'abbazia di Follina

Lavorazione della lana che sembrerebbe essere stata portata a Follina proprio dai monaci dell’abbazia, attività importante in paese testimoniata da alcuni eleganti edifici storici del borgo da palazzo Barberis, realizzato da Francesco Fadda, che nella seconda metà del Seicento unì alla produzione della lana la produzione di tessuti più raffinati, al Lanificio Andretta, risalente alla prima parte dell’Ottocento, al settecentesco Lanificio Paoletti, unica manifattura di tradizione secolare ancora operante. E’ invece risalente al 1870 la Serica della Marca, fornitrice di tessuti e filati alle più prestigiose firme della moda.

Anche a Follina ci concediamo uno spiedo di carne accompagnato, questa volta, da funghi, e non ci facciamo mancare un assaggio di Prosecco, splendido vino di quest’angolo di Veneto, prima di tornar verso la pianura, alla volta della bella Treviso.

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