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Pordenone: gita a Valvasone Arzene e Cordovado

Pordenone: gita a Valvasone Arzene e Cordovado
Scopri Valvasone

È dal cuore delle terre friulane che parte questo itinerario d’arte e cultura a cavallo tra la pianura e i monti.

Lasciamo la città di Pordenone e percorriamo la statale 13 fino a Casarsa della Delizia per poi proseguire, tra le campagne, percorrendo la provinciale 1 fino a Valvasone Arzene, dove la gente parla il friulano occidentale, prima tappa del nostro itinerario nelle terre dell’ovest del Friuli, terre di acque e campagne.

Il suo delizioso centro urbano si è sviluppato sulla destra del fiume Tagliamento, nei pressi di un antico guado.

Valvasone

Da vedere, nella piazza del Mercato, il palazzo Comunale, costruzione signorile dall’aspetto settecentesco che ingloba antiche strutture medioevali e palazzo Martinuzzi-Dulio dall’impronta rinascimentale veneziana.

Bella anche la scenografica facciata settecentesca di palazzo Fortuni che sorge davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo che conserva gli affreschi di Pietro da Vicenza.

Poi il settecentesco palazzo Pinni e l’ampia piazza Libertà sulla quale sorge il duomo, consacrato alla fine del Quattrocento, dalla bella facciata di fine Ottocento e dall’interno impreziosito da due paliotti secenteschi e da uno dei tesori dell’arte friulana, l’organo di Vincenzo de Columbis, l’unico organo del Cinquecento veneziano ancora esistente in Italia.

Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo

Da vedere Palazzo Flora e la rinascimentale casa della Pieve che ingloba la trecentesca cappella di San Giacomo, con nei pressi il cavalcavia seicentesco sull’acqua della roggia. Poi casa Trevisan, ed il castello, vasto complesso dal bel salone al piano terra decorato con fregi cinquecenteschi dove si trova un delizioso teatrino del Settecento.

Teatrino di Valvasone

Imperdibile una fermata golosa in uno dei ristoranti del borgo per concedersi un buon piatto di polenta con il muset, il tipico cotechino friulano, per chiudere con il voleson, la torta casareccia.

Lasciamo Valvasone e torniamo a Casarza della Delizia dove imbocchiamo la statale 13 per un breve tratto prima di proseguire sulla strada regionale 463 fino al borgo di Cordovado che fu dominio della Repubblica di Venezia fin dai primi del Quattrocento, dopo secoli di violenze e sanguinose guerre civili.

Una storia, quella di Cordovado, che conobbe, nella sua storia, la tragedia della siccità, la fame, il freddo, invasioni di locuste, inondazioni, terremoti e razzie.

Oggi è la pace della campagna friulana a dominare questo borgo gioiello della pianura, circondato dalle mura quasi completamente intatte.

Cordovado

Da vedere, tra i suoi tesori religiosi, l’antica Pieve di Sant’Andrea, risalente al XV secolo, l’Oratorio Trecentesco di Santa Caterina d’Alessandria, ed il Santuario Seicentesco della Madonna delle Grazie, gioiello dell’arte barocca veneziana, a pianta ottagonale, unico del suo genere in Friuli, ricco di stucchi, affreschi, bassorilievi e statue.

Ricco anche il patrimonio architettonico civile con, tra gli altri, Palazzo Freschi-Piccolomini, costruito su vestigia medioevali e circondato da un parco ottocentesco, il cinquecentesco Palazzo Beccaris-Nonis, Palazzo del Capitano, Palazzo Agricola, il Palazzo Municipale, antico ospizio dei nobili, la settecentesca Villa Segalotti, ed i palazzi Cecchini, che ospita la Biblioteca Comunale ed è sede di mostre d’arte ed esposizioni storiche, Marzin e Mainardi.

Castello di Crodovado

Particolarmente scenografica la torre scudata a difesa del borgo, ed imperdibile una visita, nelle vicinanze dell’abitato, al parco tematico dedicato al celebre romanziere Ippolito Nievo, che proprio in quest’angolo del Friuli ambientò le parti iniziali del suo celebre “Le confessioni d’un italiano”.

Anche a Cordovado è d’obbligo una sosta gastronomica. Ci concediamo infatti un buon piatto di gnocchi con l’oca e un assaggio di Spaccafumo, il dolce artigianale locale preparato con fichi secchi, noci, uvetta, nocciole, pinoli, mandorle, arancini e miele.

Un saluto alle terre bagnate dalle acque del Tagliamento per fare ritorno a Pordenone, con ancora in bocca i tanti genuini sapori di questa terra ai margini dell’Italia ed i deliziosi scorci dei suoi borghi.

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