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Bolzano: una gita nei borghi di Ultimo e Glorenza.

Bolzano: una gita nei borghi di Ultimo e Glorenza.
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E’ dopo un dolce krapfen alla marmellata, assaporato in uno dei locali del centro storico di Bolzano, che lasciamo il suo suggestivo intreccio di vicoli e piazzette per andare alla scoperta di due interessanti centri situati nella zona nord occidentale del Trentino-Alto Adige, Ultimo e Glorenza.


Con ancora negli occhi le eleganti vie del centro di Bolzano percorriamo la valle dell’Adige in direzione di Merano fino a giungere a Lana, cittadina situata all’imbocco della val d’Ultimo. Lasciamo la val d’Adige per addentrarci nella val d’Ultimo, caratterizzata da antichi masi, fitti boschi e prati, e contornata dalle alte cime del gruppo dell’Ortles sud-orientale.

La valle, lunga quaranta chilometri, è, nella sua parte più alta, compresa nel parco nazionale dello Stelvio.

Superato San Pancrazio, primo paese della valle, con l’interessante Castel d’Ultimo, detto anche castello Eschenlohe, simbolo della valle e antica dimora dei signori della valle, proseguiamo verso l’alta valle fino a Ultimo, composto dai tre borghi di Santa Valburga, San Nicolò e Santa Gertrude.

Borgo di Ultimo

Dominata dalla chiesa del paese, situata su un’altura, Santa Valburga sorge a 1190 metri d’altitudine ed è caratterizzata dal lago di Zoccolo, popolato da diverse specie di pesci tra cui il salmerino alpino, la trota marmorata, la trota iridea ed il salmerino di fontana.

E’ invece a 1256 metri d’altitudine che si trova San Nicolò, dal bel campanile della chiesa che domina i tetti dell’abitato, dove ci concediamo una visita al Museo della val d’Ultimo, situato nel cuore dell’abitato, dove approfondire la conoscenza della cultura e delle tradizioni dei contadini del luogo, tra affumicatoi, utensili da lavoro e la riproduzione di una tipica camera da lavoro.

Il più alto dei borghi della valle è Santa Gertrude, a 1500 metri, da dove partono svariate escursioni alla volta del Parco Nazionale dello Stelvio. Ai margini del paese sono da vedere i larici secolari, dei quali tre in particolari dall’altezza di ben 28 metri ed il diametro di oltre otto, dichiarati patrimonio naturale dall’UNESCO.

Torniamo a Lana, per proseguire nuovamente alla volta di Merano, antica capitale del Tirolo, e proseguire nella splendida val Venosta, importante storica area di collegamento, ricca di chiese e castelli immersi in paesaggi mozzafiato.

Borgo di Glorenza

Tra i centri più belli e storicamente interessanti della valle c’è Glorenza, unica città fortezza, rimasta quasi completamente intatta, del Trentino-Alto Adige. Al centro dell’alta val Venosta, a pochi chilometri dal confine svizzero, fu, in epoca romana, importante crocevia commerciale proprio verso la Svizzera, assumendo, nella prima metà del Trecento, un importante ruolo commerciale detenendo il monopolio del commercio del sale proveniente da Hall in Tirolo. Racchiusa nelle mura rinascimentali praticamente intatte, con torrioni semicircolari e le tre porte cittadine, Glorenza incanta con i suoi eleganti edifici storici e le case patrizie del Cinquecento, le chiese, tra cui la bella parrocchiale di San Pancrazio, edificio tardo gotico con campanile barocco a bulbo, ed i portici del XIII secolo; poi gli stretti vicoli, i cortili interni e le belle facciate del primo gotico.

Glorenza

Doverosa una pausa golosa a base di canederli, l’antica ricetta contadina locale, preparati con pane, latte e uova, e insaporiti da speck, formaggio, prezzemolo e cipolla, che accompagnamo con un vino bianco altoatesino, l’Alto Adige Classico Bianco DOC.

Sono gli straordinari monti dell’Alto Adige ad accompagnarci alla volta di Bolzano, lungo la strada del ritorno. Le acque dell’Adige, i prati ed i boschi ci regalano ancora tanti incantevoli panorami, mentre Ultimo e Glorenza sono già nostalgia.

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