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Itinerari: Viaggetto sul Po

Itinerari: Viaggetto sul Po
Scopri Gualtieri

“Viaggetto” significa che non vi diciamo proprio tutto sul Grande Fiume. Non vi suggeriamo tour gastronomici o percorsi da fare in bici o in barca, come sarebbe opportuno. Vi suggeriamo solo delle destinazioni che hanno come baricentro l’area, grosso modo compresa tra Mantova e Parma, in cui si trovano le tre piccole capitali padane protagoniste di questo numero della rivista: Sabbioneta, Fontanellato e Gualtieri. Scriveva Cesare Zavattini in Padania: «Come un fiume le strade che uniscono i paesi, si slargano nelle piazze. E come il fiume, i paesi sono idealmente una città sola, lineare e divisa in tanti centri, lontani anche decine di chilometri o sull’altra sponda, ma costituenti un unico comprensorio urbanistico». Andando in giro, vedrete ovunque gente in bicicletta lungo gli argini, campanili che svettano nella pianura, belle piazze porticate, pioppeti, casotti dove si andava a far l’amore, vecchie osterie, atmosfere nebbiose o umidità estive, e «strade che sembrano andare sempre nello stesso punto e quindi da nessuna parte», come diceva Luigi Ghirri, il grande fotografo di questi luoghi.

L’Itinerario

 

Con queste parole l’Unesco ha iscritto Mantova e Sabbioneta nella Lista del Patrimonio Mondiale: «Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga. Mantova, una città le cui tracce risalgono all’epoca romana, fu rinnovata nei secoli XV e XVI attraverso opere urbanistiche, architettoniche e di ingegneria idraulica. Il contributo di architetti della fama di Leon Battista Alberti e Giulio Romano e di pittori come Andrea Mantegna, fecero di Mantova una eminente capitale del Rinascimento. Sabbioneta rappresenta la costruzione di una città interamente nuova, secondo la visione moderna e funzionale del Rinascimento. Le mura difensive, la pianta a scacchiera delle vie e il ruolo degli spazi pubblici e dei monumenti fanno di Sabbioneta uno dei migliori esempi di città ideale costruita in Europa, in grado di esercitare un’influenza sull’urbanistica e l’architettura dentro e fuori il Vecchio Continente».

Da Mantova, dove comincia il nostro itinerario, a Sabbioneta ci sono 35 km. Sulla strada s’incontra Commessaggio, da dove si raggiunge il fiume Oglio grazie a un breve percorso ciclabile che costeggia il canale Navarolo-Bogina all’interno del Parco Oglio Sud. Arrivati a Sabbioneta, la “piccola Atene” costruita dal nulla, tra il 1556 e il 1591, dal suo principe-mecenate Vespasiano Gonzaga sul modello delle antiche città romane, si raggiunge in breve Casalmaggiore, già in provincia di Parma.

Casalmaggiore

Anticamente, chi sbarcava a Casalmaggiore arrivava in una piazza che si affacciava direttamente sul Po: questo abbraccio fra fiume e terra rimane ancora oggi, anche se, a difesa della città, è stato eretto un argine maestro che rappresenta la più bella passeggiata a ridosso del centro storico, e delimita una suggestiva zona golenale. Tutte le vie convergono nella grande piazza che diventa un salotto all’aperto nelle calde sere estive. La programmazione del Teatro Comunale di fine Settecento e l’International Music Festival, festival estivo di musica da camera, rappresentano la parte culturale. Sfavilla di oro “matto”, cioè finto, il museo dedicato al Bijou, oggetto d’ornamento che vantava a Casalmaggiore una forte produzione. Da non perdere la visita alla quadreria del Duomo di Santo Stefano e alle collezioni del Museo Diotti, nel complesso monastico di Santa Chiara. Il cotto è il materiale costruttivo che caratterizza la città: dalla romantica chiesetta di Santa Maria ai piedi dell’argine, al torrione affacciato sul fiume; dal neogotico Palazzo Comunale all’imponente fabbrica neoclassica del Duomo, sino al cinquecentesco palazzo Martinelli o al settecentesco Collegio di Santa Croce. In bicicletta si raggiunge fuori porta la frazione di Fossacaprara, lungo il fiume, la cui antica chiesa conserva affreschi medievali, oppure - lungo la vecchia strada di campagna per Sabbioneta - il santuario della Beata Vergine della Fontana, dove è sepolto il Parmigianino.

Colorno-Veduta-aerea

A Casalmaggiore si attraversa il ponte sul Po in direzione di Parma. A pochi km c’è Colorno, dove ha sede Alma, una delle scuole di cucina più famose del mondo. Forma cuochi, pasticceri, sommelier, manager di sala e della ristorazione, provenienti da ogni paese, per farne dei veri professionisti grazie all’insegnamento impartito da autorevoli maestri della cucina. Alma ha sede nello splendido Palazzo Ducale, posto tra le due anse del torrente Parma. Residenza estiva dei duchi di Parma a partire dal 1660, la reggia conserva bellissimi interni come la camera della duchessa e la Sala grande (1775). Dal piano nobile un imponente scalone conduce al parco, progettato nel Seicento sul modello di Versailles e poi modificato da Maria Luigia che privilegiò il giardino all’inglese.

Rocca di Fontanellato

Da Colorno si raggiunge Fontanellato passando per Tre Casali e San Secondo Parmense, la cui maggiore attrattiva è il castello dei Rossi. San Secondo è nota anche e soprattutto come principale centro di produzione della spalla cotta, uno dei salumi preferiti di Giuseppe Verdi, che era solito regalarlo agli amici, e dei buongustai che ne apprezzano la morbidezza, il profumo e il fatto di non essere particolarmente grasso. Da Fontanellato, dopo aver visto la piazza, la rocca e gli affreschi del Parmigianino, si raggiunge Parma attraversando il fiume Taro. Una sosta prolungata nella città ducale, dove si respira l’aria lieve di una piccola e raffinata capitale europea, consentirà di apprezzarne le molteplici bellezze. In poche centinaia di metri si radunano capolavori come il Duomo con gli affreschi del Correggio, il Battistero di Benedetto Antelami, la chiesa di San Giovanni Evangelista affrescata dal Correggio e dal Parmigianino, quella di Santa Maria della Steccata con le pitture del Parmigianino, il Palazzo della Pilotta con la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese.

Basilica di San Marco a Boretto

Da Parma si ritorna verso il Po percorrendo la Strada Provinciale 62 che dopo Sorbolo corre vicino alle anse del fiume Enza. La prima delle terre reggiane di fiume è Brescello, nota per essere stata il set dei film di Peppone e Don Camillo, i personaggi del “mondo piccolo” di Giovannino Guareschi (1908-1968), uno degli scrittori italiani più letti al mondo. Poi c’è Boretto, uno dei porti più attrezzati per la navigazione sul Po. Il paese porta nel nome il Grande Fiume: o per ricordarne le frequenti rotture degli argini (Bo-ruptum o Bis-ruptum) oppure per la linea dritta che presenta in questo suo tratto (Po-reptum: Po dritto). Il porto turistico, vicinissimo al centro, ha sede nel Lido Po, dove si trovano anche un famoso locale da ballo estivo, un’imbarcazione adibita a ristorante e un’altra usata per brevi escursioni lungo il fiume, che qui si vive in tutta la sua pienezza. A Boretto c’è infine la Casa Museo Pietro Ghizzardi, dedicata al pittore contadino (Viadana 1906 – Boretto 1986) che con Ligabue e Rovesti rappresenta il culmine dell’arte naïf in queste terre. Eccoci quindi a Gualtieri, la cui piazza principale si fa ammirare come una scenografia teatrale, e Guastalla, anch’essa con una bella piazza che porta i ricordi della dominazione dei Gonzaga. Sulla piazza si affacciano il Duomo cinquecentesco, con facciata dell’Ottocento, e il palazzo Ducale del 1567, rifatto in seguito. Anche a Luzzara, il paese natale dello scrittore, sceneggiatore e poeta Cesare Zavattini (1902-1989), nonché patria dei pittori naïf ospitati nel Museo Nazionali delle Arti Naïves, si respira aria di Po. Pioppeti, golene, macchia spontanea e numerosi specchi d’acqua accompagnano il Grande Fiume, che col suo lento decorso fa vivere le terre e le genti. 

Panoramica di Pomponesco

Si ritorna a Guastalla per attraversare il Po ed entrare in territorio mantovano. Pomponesco sta tutta in una piazza, amata da registi come Cesare Zavattini, Mario Soldati, Bernardo Bertolucci, che ne hanno colto la suggestione scenica. Una piazza «gonzaghesca, simmetrica, teatrale» che riassume in sé l’immaginario padano, ed è cinema e teatro che si fa carne: non solo per il profumo di stracotto dei vicini ristoranti, ma perché termina nella Via del Peccato, oltre la quale l’argine maestro del Po nasconde alla vista l’amore, che si faceva nei boschi di salici della golena. Nelle ovattate nebbie invernali, questa piazza sembra un miraggio sorto nella palude del Po e nelle sue terramare dal sogno di un principe Gonzaga che qui ha creato la sua piccola contea. Nell’ipnotica calma della pianura, i pioppeti in file regolari annunciano il fiume, vicinissimo all’argine che incornicia il paese e la golena.

Pioppi

In breve si arriva a Viadana, dove nella chiesa di Santa Maria in castello è da vedere il prezioso polittico di Bartolomeo Vivarini. Merita una visita anche il Museo Parazzi per i suoi reperti egizi, etruschi e romani. Ancora una decina di km e si scorgono le mura di Sabbioneta, dove termina il nostro viaggetto sul Po.

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