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La Ricetta: Orzo Mantecato al pecorino con ragù di coniglio

La Ricetta: Orzo Mantecato al pecorino con ragù di coniglio

Il Castello di Torre Alfina tra fiaba e realtà

Se esistesse una geografia dell’incanto troverebbe sicuramente in Torre Alfina la sua dimensione ideale: siamo a nord della provincia di Viterbo, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, in un fazzoletto di case in pietra e viuzze nominato nel 2001 «uno dei borghi piu belli d’Italia». A pochi chilometri dal centro abitato sorge, in collina, l’omonimo castello incorniciato dal bosco secolare del Sasseto e ribattezzato da National Geographic “Bosco di Biancaneve” per le sue suggestioni fiabesche.

Di recente, grazie alla gestione della famiglia v che ha mixato innovazione e tradizione, il Castello di Torre Alfina ha rispolverato il suo antico prestigio per proporsi come magica location per eventi e matrimoni (strategica e la vicinanza con la graziosa chiesa parrocchiale, ai piedi del castello).

Gli antichi saloni possono ospitare fino a 400 persone, mentre le due gallerie totalmente affrescate e le sale multifunzionali sono perfette per adeguarsi a ogni esigenza. Completano il quadro la sala biliardo del Novecento, perfetta per intrattenere gli ospiti o per ricreare una zona liquori, il salone in stile rinascimentale con il suo maestoso camino e i suoi tessuti preziosi e un suggestivo giardino ideale per un buffet con vista su tutta la vallata.

A rendere il tutto ancor piu esclusivo e il raffinato catering firmato dal Campus Etoile Academy, la rinomata scuola di cucina e pasticceria di Rossano Boscolo che, grazie ai suoi trent’anni di esperienza, e in grado di cucire su misura il menu delle grandi occasioni: dal buffet degli antipasti alla torta nuziale, una cucina esperta aggiunge quel tocco di indimenticabile all’esperienza in una delle piu belle dimore storiche del centro Italia.

Si narra, infatti, che la costruzione del castello di Torre Alfina risalga alll’VIII secolo: concepito in origine come fortezza, lo sviluppo architettonico successivo si intreccia alla nobile famiglia orvietana dei Monaldeschi della Cervara che, gia nella meta del Cinquecento trasformo l’antica struttura in una signorile residenza di campagna.
Ma l’impronta cinquecentesca oggi e visibile solo nell’impostazione del cortile centrale e nella grande Sala Luzzi con il suo spettacolare ciclo d’affreschi, perché tutto il resto porta impresso il maestoso passaggio di mani e stili prima dei nobili di Bourbon e poi, alla fine dell’Ottocento, del banchiere belga Edoardo Cahen: e in quest’epoca che il castello viene completamente rivestito di pietra grigia di Bagnoregio e arricchito da marmi e da preziosi elementi d’arredo, un restyling arrivato fino ai nostro giorni.

Ingredienti

PER L'ORZOTTO:

  • 200 g orzo
  • 200 brodo di pollo q.b.
  • 30 g pecorino stagionato
  • 20 g di burro
  • 30 g olio Extra Vergine di Oliva
  • 20 g cipolla tritata
  • Sale e pepe q.b.

PER IL RAGÙ DI CONIGLIO:

  • 300 g polpa di coniglio
  • 80 g sedano, carota e cipolla tritate
  • qb vino bianco
  • 80 g polpa di pomodoro
  • sale e pepe

Procedimento

PER IL RAGÙ:

Soffriggere le verdure con l’olio, unire la polpa a pezzetti, sfumare con il vino bianco e unire la polpa di pomodoro, Cuocere per 20 minuti circa, salare e pepare.


PER L’ORZOTTO:

Soffriggere in bianco la cipolla tritata, unire l’orzo e scaldarlo bene prima di iniziare a bagnare con il brodo caldo, procedere come un classico risotto.
Alla fine mantecare con pecorino e burro. Servire con al centro di ragù di coniglio.

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