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Montalcino: le colline dove nasce il Brunello

Montalcino: le colline dove nasce il Brunello
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Le incantevoli colline con vista sull’Amiata, la storia di uno dei borghi più belli della Toscana e lo straordinario Brunello, eccellenza tra i vini italiani.  

E’ considerato uno dei complessi collinari più straordinari del mondo quello che ospita il borgo di Montalcino. Dall’alto dei suoi seicento metri domina le valli dell’Ombrone e dell’Asso, ed è uno dei centri toscani più interessanti, dove in epoca medioevale si concentravano numerose fabbriche per la lavorazione del cuoio.

Terra di olivi e vigneti, Montalcino è celebre in tutto il mondo per i suoi vini e soprattutto per lo straordinario Brunello di Montalcino, vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, con il piemontese Barolo il vino rosso italiano di maggior prestigio.

Sono le uve Sangiovese, situate sulle colline della zona a non oltre i seicento metri d’altitudine, a divenire poi Brunello.

Dopo essere stato sottoposto ad un periodo di affinamento di almeno due anni in contenitori di rovere e di successivi almeno quattro mesi in bottiglia, non può essere consumato prima del primo gennaio dell’anno successivo al termine di cinque anni considerando l’anno della vendemmia. Nella versione “Riserva” il primo gennaio è quello al termine di sei anni, sempre calcolando l’anno della vendemmia, l’affinamento nei contenitori di rovere sempre di due anni e sei mesi in bottiglia.

Di colore rosso rubino tendente al granato, dall’odore intenso e dal sapore asciutto, tannico e robusto, il Brunello è d’obbligo sulle tavole di quest’angolo di Toscana. Ottimo se abbinato a piatti particolarmente strutturati quali le carni rosse, la selvaggina, ancor meglio se accompagnate da tartufi e funghi. Ottimo anche se consumato con tome stagionate e con il pecorino locale ma anche come vino da meditazione, alla temperatura di non oltre venti gradi.

Montalcino è il suo grande vino, la sua gastronomia ma anche paesaggi incantevoli, scorci di pura poesia e tanta storia. Non lo si può lasciare senza aver visto la sua fortezza, il duomo dedicato a San Salvatore, aver passeggiato in Piazza del Popolo sul quale s’affaccia il Palazzo dei Priori, aver visto le mura duecentesche ed aver comprato, ovviamente, una bottiglia di Brunello.  

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