Borghi magazine ~ Alla scoperta dei tesori e delle eccellenze italiane

© 2018 - Tutti diritti riservati

Quel legame tra Martina Franca e San Gennaro

Quel legame tra Martina Franca e San Gennaro

Eventi "napoletani" a Martina Franca. Vediamo in che senso. 

La cittadina, innanzitutto.
Martina Franca, gloria di Puglia, è tra le perle della valle d'Itria. Fu fondata dal principe di Taranto Filippo I d’Angiò. Città del barocco e del celebre, ultraquarantennale festival musicale della Valle d'Itria, vanta nella basilica di San Martino statue in marmo del grande scultore settecentesco Giuseppe Sammartino, famoso perché autore del Cristo Velato di Napoli. Mentre Stefano da Putignano, importante scultore pugliese del '500, è presente nella chiesa di Sant'Antonio. Rinomato e da sempre fotografato anche l'arco che porta alla piazza con l'imperioso Palazzo Ducale, sede oggi del municipio. Qui prima un vecchio castello, mentre il palazzo è del '600. Fascinosamente istoriate e affrescate le sale della struttura, sede anche del museo naturalistico dedicato al Bosco delle Pianelle, una delle delle offerte culturali e paesaggistiche di questo territorio. La citata basilica è a croce latina ad unica navata, riccamente decorata. Suggestivi anche i palazzi barocchi di via Cavour. Emblema dell'eleganza di Martina. Da vedere anche le chiese di San Domenico (XVIII secolo, con prodromi romanici) e del Carmine (con ancora un lavoro di Stefano da Putignano).

MARTINA E SAN GENNARO 
Per questo vi raccontiamo Martina Franca. Il 19 settembre la ricorrenza di San Gennaro, santo qui amato. La ricorrenza ci ha riportati a questo legame. Ma perché Martina è vicina spiritualmente al santo caro ai napoletani? È presto detto. Si pensi a Filippo d'Angiò, partenopeo, personalità decisiva per la storia fondativa del centro. E di dove era la famiglia dei feudatari del luogo? Di Napoli, famiglia Caracciolo. Dinastia celebre. 

Qualche giorno fa a Martina molti cittadini, come ogni 19 settembre, hanno atteso con ansia l'esito del miracolo del sangue. Un rito che si ripete. Molte negli anni anche le manifestazioni dedicate a rinsaldare questo filo che unisce questa fetta del tarantino alla vecchia grande capitale del Sud. E poi al Palazzo Ducale, noto appunto anche come Palazzo Caracciolo, ecco proprio l'immagine di San Gennaro, dipinta nella cappella dei duchi. Qui anche un meraviglioso Crocifisso, datato al XVII secolo. Curiosa, dunque, questa coincidenza che fa abbracciare due città a diverso modo rilevanti del Mezzogiorno: la fede nel santo, fede che torna sin dal nome di molti cittadini e così Gennaro qui è a tutt'oggi un nome ancora molto diffuso.

ALTRE IN CURIOSITà :