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Alla scoperta del Palazzo Ducale di Gubbio


Non tutti sanno che Gubbio, città famosa nel mondo per l’ineguagliabile fisionomia medievale, conserva nella sua parte alta un eccezionale frammento di rinascimento: è Palazzo Ducale.

L’elegante fabbricato, detto anche Corte Nuova, fu voluto da Federico da Montefeltro e realizzato su preesistenti costruzioni tra il 1474 e il 1482. Il tutto fu edificato seguendo il disegno del senese Francesco di Giorgio Martini che certo, nell’atto creativo, avrà tenuto conto delle idee del suo predecessore alla corte urbinate: il dalmata Luciano Laurana.

Gli occhi raccontano il Palazzo Ducale di Gubbio

A differenza del Palazzo Ducale di Urbino, quello eugubino non sembra voler simboleggiare la grandezza di un uomo né del suo casato, non è rivolto al di fuori, al mondo; risulta anzi incassato tra le case e le strette vie cittadine, e il Duomo sembra quasi volerglisi addossare da un momento all’altro. Siamo di fronte, qui a Gubbio, a un qualcosa di più intimo, una residenza estiva la cui funzione non è quella d’apparire, ma di essere pratica e bella. Di una bellezza, però, del tutto privata. Notevole è la differenza tra lo stupefacente interno e il pressoché anonimo esterno.

Il Palazzo Ducale di Gubbio si compone di due corpi di fabbrica, uno che guarda la montagna soprastante e l’altro i tetti della città, che trovano congiunzione nello splendido cortile centrale dove meraviglioso è il gioco di colore che nasce dall’accostamento tra la pietra serena e il laterizio, così come incantevoli sono le esili colonne che terminano in capitelli finemente lavorati.

Parte dell’edificio, quella ottenuta riattando una costruzione del XII° secolo, nasce al di sopra di una davvero caratteristica galleria (detta Voltone) fatta di formidabili piloni e volte a crociera: è proprio da qui che si accede all’incantevole giardino pensile voluto da Francesco Maria II Della Rovere (ultimo Signore d’Urbino), da dove per intero lo sguardo domina Gubbio. Il panorama da solo basta a giustificare il (per la verità abbastanza contenuto) costo del biglietto.

I saloni del Palazzo sono oggi piuttosto spogli. Arredi e dipinti, nel corso degli anni, sono stati venduti o trafugati, ma il fascino rimane: è nascosto nella fine architettura, nei fregi e nelle decorazioni di portali e camini. Anche gli apparati lignei dello studiolo (del tutto simile a quello urbinate) realizzati dal fiorentino Giuliano da Maiano su disegno di Francesco di Giorgio, sono stati smontati e portati via, finiti dopo svariati passaggi di mano dalle parti del Metropolitan Museum di New York. Dal 2009, il Palazzo Ducale eugubino si è dotato di una replica dello stesso, una riproduzione piuttosto fedele all’originale.

Perché un Palazzo Ducale a Gubbio?

I principali problemi dell’antico Ducato d’Urbino erano la scarsa vastità di terre e l’esiguo numero di abitanti. In queste condizioni, perdere una battaglia poteva tramutarsi facilmente nel perdere tutto. Federico da Montefeltro ebbe però un’intuizione, un’idea giudicata dai suoi contemporanei al limite dell’utopia, ma che, con l’aiuto del suo popolo e grazie a una tenacia fuor di misura, riuscì a trasformare in realtà. Si doveva riuscire nell’impresa di dare l’opportunità a pochi di difendersi da molti. Come? Fortificando ogni angolo del territorio. Non si parla di fortificazioni normali per l’epoca, ma di rocche avanguardistiche e imprendibili: non a caso fu proprio il piccolo Ducato urbinate a vantare le prime fortezze resistenti alle armi da fuoco.

Tutto questo però aveva un costo esorbitante, specie per uno Stato piccolo come quello governato dai Montefeltro. E allora perché spendere risorse per un palazzo domestico, un edificio così poco abile alla guerra? Di sicuro Federico aveva Gubbio nel cuore dal momento che, al pari di suo figlio Guidubaldo, vi aveva trovato i natali. Inoltre la città eugubina era, assieme a Urbino, la più popolosa dell’intero suo dominio. La costruzione del Palazzo Ducale di Gubbio si spiega forse anche nella volontà del sovrano di farsi sentire vicino alla gente del luogo e ottenerne così fedeltà.

Buona visita!

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