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Borghi dal nome nuovo e borghi che hanno cambiato nome

Borghi dal nome nuovo e borghi che hanno cambiato nome
Scopri Cassinetta di Lugagnano

Una ricerca realizzata sulla storia dei Borghi più belli d’Italia mostra come un quarto dei borghi iscritti al Club, ossia una sessantina, hanno cambiato nome parzialmente o completamente dopo l’Unità d’Italia. I cambiamenti, come nel resto del Paese, si sono resi necessari per evitare omonimie, ma anche per documentare il passato illustre di questi comuni o frazioni grazie all’aggiunta o recupero di nomi prestigiosi o per sancire la vocazione turistica della località.

Morimondo

Prendendo come esempio la Lombardia, i casi che interessano sono sei: Lugagnano, divenuto già nel 1862 Cassinetta di Lugagnano (Milano); Camerata, dal 1863 Camerata Cornello (Bergamo) con la frazione Cornello del Tasso; Curiglia in provincia di Varese, dal 1928 Curiglia con Monteviasco; Coronate, che ha cambiato il nome in Morimondo (Milano) nel 1871; San Benedetto, dal 1867 San Benedetto Po (Mantova) e Tremosine – il cambio più recente – che dal 2013 ha aggiunto la specificazione Tremosine sul Garda (Brescia). Nel Lazio si registrano due casi di cambiamento completo del nome: Canemorto poi Orvinio (Rieti) dal 1863 e Bauco poi Boville Ernica (Roma) dal 1907.

Tremosine sul Garda

I mutamenti nei nomi dei borghi sono stati di vario tipo. Vediamo che cosa è accaduto in Sicilia, dove i cambiamenti sono risultati nove. Castelmola (Messina) si chiamava semplicemente Mola fino al dicembre 1862. Castiglione (Catania) due mesi dopo aggiunse al toponimo l’appartenenza regionale: Castiglione di Sicilia. Idem la Novara messinese che, per evitare confusioni con le altre Novara, specie quella piemontese, si ridefinì Novara di Sicilia. Nel Palermitano, analogamente, sempre nel 1863 Geraci divenne Geraci Siculo, con riferimento a una delle antiche etnie che abitarono l’isola, i Siculi appunto. Nel Siracusano, Monterosso nel fatidico 1863 recuperò un toponimo medievale, trasformandosi in Monterosso Almo, mentre Palazzolo, in questo caso ripescando un toponimo classico sotto forma di aggettivo, si trasformò in Palazzolo Acreide.

Castiglione di Sicilia

Ancora nel Messinese, subito dopo l’Unità d’Italia Monte Albano (due parole) per distinguersi dagli omonimi divenne Montalbano di Elicona e in epoca assai più recente (1955) ha poi perduto la preposizione. Il caso più complesso riguarda, nell’Agrigentino, Sambuca di Sicilia: era soltanto Sambuca fino al 1863, poi divenne Sambuca Labat, l’anno dopo Sambuca Zabut (ritrovando una denominazione araba) e infine nel 1923 assunse il nome attuale. Quello più curioso è San Marco d’Alunzio (Messina): già, perché quando nel 1862 si dovette provvedere ad aggiungere un secondo nome a San Marco, nacque San Marco d’Alfonso. Si trattò anche qui di far riemergere un antico toponimo, ma in modo sbagliato: l’errore fu corretto nel 1867 con d’Alunzio (nome greco).

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