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Curiosità sui nomi delle vie di alcuni borghi e le vie degli emigranti

Curiosità sui nomi delle vie di alcuni borghi e le vie degli emigranti
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Nomi di strade esclusivi

In Italia le strade e piazze sono oltre un milione. Alcuni nomi sono frequentissimi: la classifica nazionale vede al primo posto le vie intitolate a Roma, seguite da Garibaldi, Marconi, Dante e Cavour. Altri nomi sono invece rarissimi o addirittura unici. Abbiamo cercato queste esclusive nei borghi più belli d’Italia.

Ad Altomonte (Cosenza) esiste una Via Vittime del Comunismo. Ci sono nel nostro Paese oltre un centinaio di dediche diverse alla memoria di “vittime”, “martiri”, “caduti”, ecc. ma la formula “del comunismo” è unica del comune calabrese. A Castellabate (Salerno), oltre a Via Peccatiello, l’altra esclusiva ha una denominazione significativa: Via Xenofilia, ossia dell’accoglienza degli stranieri, degli estranei, il contrario di xenofobia; e vengono in mente anche alcune scene del film Benvenuti al sud (2010) di Luca Miniero.

A Partanna (Palermo) c’è un altro odonimo (come si dice con termine tecnico) unico in Italia: via Spiafreddo, che parla da solo. A Bugnara (L’Aquila) figura la contrada Case del Nonno, che non si riscontra altrove, e la curiosa Via Mezza Via (ma nella forma unita Mezzavia esiste in una dozzina di località).

Le vie del romanzo storico

Ad Acerenza (Potenza) e a Grottammare (Ascoli Piceno) una strada è intitolata ai Promessi Sposi; in Italia ne risultano 19, ma 16 prevedibilmente si trovano in Lombardia e ben 12 nella provincia di Lecco (l’altra è nella toponomastica di Corigliano Calabro). Ovviamente non manca nel borgo lucano la via Alessandro Manzoni. A Milano e a Valmadrera ci sono anche le vie Renzo e Lucia e Don Rodrigo, e in quest’ultimo comune anche le vie Don Abbondio, Fra’ Cristoforo, Innominato, dei Bravi. Lecco ha intitolato aree di circolazione a Padre Cristoforo, Perpetua, Agnese, Gertrude, Renzo Tramaglino, Rocca dell’Innominato, e perfino Maria Tramaglino, la figlia primogenita degli sposi promessi di cui si ha vaga notizia nelle ultime pagine del romanzo.

Le vie degli emigranti

Numerosi Comuni italiani hanno dedicato un’area di circolazione ai concittadini emigrati all’estero o protagonisti di migrazioni interne. Un caso notevole è quello di Molfetta (Bari), che nella sua toponimia urbana conta le vie dei Molfettesi d’America, dei Molfettesi d’Argentina e dei Molfettesi del Venezuela, oltre a una via Fremantle che ricorda la località dell’Australia occidentale dove risiede una densa comunità di molfettesi, specializzati nella pesca. Osasco (Torino) ha intitolato una delle sue piazze principali a Osasco del Brasile, la grande città sudamericana che ne riprende il nome.

Tra i borghi più belli, Morano Calabro (Cosenza) ricorda con via Porto Alegre l’emigrazione dei concittadini nella città brasiliana con cui è gemellata. Palazzolo Acreide (Siracusa) ha intitolato una piazza ai Palazzolesi d’Australia (concentrati a Moreland presso Melbourne).

Inoltre Conzano (Alessandria) ha chiamato la piazza del Municipio piazza Australia: vi campeggia la statua di un canguro, che illustra il legame con il continente oceanico più di tante parole. Anche Andali (Catanzaro) ha intitolato una piazza agli Emigranti Andalesi, Positano (Salerno) una via ai Positanesi d’America, Lanciano (Chieti) all’Emigrante Frentano, Lucca agli Emigranti Lucchesi, Corleto Perticara (Potenza) agli Emigrati da Perticara e Pozzallo (Ragusa) ai Pozzallesi Emigrati. Allo stesso genere di dedicazione appartengono la piazza Polesani nel Mondo di Rovigo e la via Trevisani nel Mondo a Conegliano e a Tarzo nel Trevigiano.

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