Borghi magazine ~ Alla scoperta dei tesori e delle eccellenze italiane

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Carloforte

Carloforte

Uno sguardo a Carloforte
Giuseppe Murru

Carloforte
Ana Del Castillo

Carloforte
Ana Del Castillo

Carloforte

Carloforte, Corso Tagliafico

Carloforte
Ana Del Castillo

Carloforte

Carloforte

Carloforte

Carloforte, Fenicotteri delle Saline di Carloforte

Carloforte, le Colonne

Carloforte, la Conca

Carloforte (U Pàize, ossia "Il Paese" in ligure tabarchino, Carluforti in sardo campidanese) si trova sull'Isola di San Pietro, in Sardegna. L'isola è situata a circa 10 km dalla costa sarda e costituisce, insieme alla vicina isola di Sant'Antioco e con altri isolotti e scogli, l'Arcipelago del Sulcis. L'isola di San Pietro fu frequentata dall'uomo sin dal periodo prenuragico e nuragico come testimoniato dalla presenza di domus de janas e nuraghi. Intorno all'VIII secolo a.C. i fenici edificarono un insediamento stabile, Inosim (isola degli sparvieri), dotato di un porto, nei pressi dell'odierna Torre di San Vittorio. L'isola fu successivamente occupata dai punici; il loro insediamento con resti di fortificazioni, un tempio e una necropoli è stato individuato nella parte nord dell'odierno abitato di Carloforte.

Carloforte è un'isola linguistica ligure in quanto l'isola di San Pietro fu colonizzata, dopo secoli di abbandono, nel 1738 da pegliesi provenienti da Tabarka, isola oggi collegata alla costa tunisina. Gli abitanti di Carloforte conservano ancora intatto il dialetto dei loro avi liguri che per il comune passaggio nell'isola tunisina di Tabarka è detto tabarchino. Gli abitanti di Carloforte sono detti carlofortini o carolini; parlando di sé stessi, in termini di etnia, si definiscono tabarchini.

I suoi abitanti partirono nel 1542 da Pegli, giungendo da Pegli stesso e dai vicini paesi della riviera ligure, e al seguito dei Lomellini, cospicuo casato genovese dedito ai traffici che aveva avuto concessioni territoriali in quei luoghi, si insediarono sulla costa tunisina nell'isolotto di Tabarka nei pressi di Tunisi, dove pescarono corallo e si dedicarono a traffici e commercio fino al 1738; vennero per questo definiti "tabarchini". Nel 1738 una parte dei tabarchini, con a capo Agostino Tagliafico, chiese al re Carlo Emanuele III di Savoia di colonizzare, in prossimità della Sardegna, l'isola degli Sparvieri (Accipitrum Insula) allora deserta, e oggi chiamata isola di San Pietro; negli ultimi anni a Tabarka era diminuito il corallo, ed erano continue le loro disavventure politico-commerciali con i diversi rais governanti i territori del Nord Africa; la concessione dei Lomellini era diventata meno redditizia, ed erano aumentati i dissidi con i rais che li rendevano liberi o viceversa li facevano schiavi a seconda di chi regnava a Tunisi o ad Algeri in quel momento. Per questo motivo, stanchi di queste vessazioni, chiesero al re sardo un luogo per continuare in tranquillità i loro commerci, soprattutto in spezie e stoffe pregiate, con il resto del Mediterraneo. Fu scelta l'isola degli Sparvieri, mediante una regolare infeudazione.

I primi periodi della colonizzazione furono durissimi per la presenza di aree insalubri, con conseguenti vere e proprie epidemie, che decimarono la popolazione; in seguito a bonifiche del territorio la colonia riuscì a migliorare le proprie condizioni e a prosperare, fu di supporto l'arrivo di altri coloni da Tabarka, e di un gruppo di famiglie provenienti direttamente dalla Liguria. Un'ampia zona paludosa bonificata presso il paese fu allestita a salina, che risultò essere molto redditizia. Un secondo insediamento di coloni provenienti da Tabarka si ebbe nel 1770 nella vicina isola di Sant'Antioco, sul lato prospiciente all'isola di San Pietro, dove fu fondato il paese di Calasetta.

Carloforte vive tutti gli anni celebrazioni di gemellaggio con Pegli. Anche l'architettura, la cultura, i costumi, gli usi di Carloforte sono di tipo strettamente ligure. La popolazione carolina porta con sé diversi personaggi dell'arte, della cultura, della politica, delle armi, delle arti e mestieri sin dal 1738 per passare attraverso l'epoca sabauda fino ai giorni nostri. Parte della popolazione è dispersa in diverse città di tutto il mondo, soprattutto portuali, non solo per necessità ma per vocazione marinaresca, e molti ritornano da anziani alla terra d'origine. Ad oggi ancora sussistono forti legami tra le parentele divise tra Carloforte e le famiglie diffuse nell'intera riviera Ligure, e anche alcune che erano rimaste nel Nord Africa (sino agli anni cinquanta del Novecento). Oggi si contano numerosi luoghi in cui vi sono piccole comunità di residenti carolini, per citarne alcuni oltre che in Sardegna e nell'Italia peninsulare, negli USA, in Francia, Germania, Spagna, Marocco, Tunisia, Argentina, Australia, Uruguay, Perù, Cile, Gibilterra, nella Boca di Buenos Aires e a Bonifacio in Corsica. Pur di cultura e linguaggio liguri, le caratteristiche specifiche dei tabarchini, pur restando comprensibili agli altri liguri di altre regioni, sono da questi riconosciute come ben distinguibili per le loro particolarità.

Comune di Carloforte
Provincia di Sud Sardegna
Regione Sardegna

Abitanti: 6.211
Altitudine centro: 10 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia

Aree naturali protette:
Monumento naturale Le Colonne

Comune di Carloforte
Via Garibaldi 72 - Carloforte (SU)
Tel. 0781-8589200

Frutto di una sovrapposizione di cultura alimentare liguro-africano-sarda, trae il suo nome dell'isola tunisina di Tabarca, che vide nel 1542 l'insediamento di una colonia di pescatori di corallo, proveniente dalla Liguria (in particolare da Pegli). Quando i banchi di corallo si impoverirono, i rapporti con le popolazioni arabe si deteriorarono. Nel 1738, il primo nucleo di tabarchini si trasferì in Sardegna, su invito di Carlo Emanuele III di Savoia, e sbarcò sull'isola di San Pietro, allora disabitata, dove fondò un nuovo comune Carloforte. Oltre al corallo, questi liguri d'oltremare hanno imparato a lavorare il tonno.

La cucina tabarchina è principalmente influenzata dalla cucina ligure: e tra tutti primeggia il pestu, che condisce vari tipi di pasta rappresentati, come i cursétti o le trofiétte. Il legame con la terra di origine è mantenuto anche dalle fügasse, dalla panissa e dal fainò. Altri piatti caratteristici sono la cassolla (zuppa di pesce), la cappunadda (caponata tabarchina), il cascà (cous cous vegetale), la bobba (minestra di fave essiccate) e il purpu accummudau cue patatte (polpo in guazzetto con patate).

Ma il vero protagonista della gastronomia carlofortina, è indubbiamente il tonno, di cui si mangia quasi tutto, come i gurezi (l'esofago di tonno) e u belu (lo stomaco di tonno), il musciame (il filetto di carne), il figatellu (raro lattume o sperma), la buzzonaglia (i ritagli delle carni più vicine all'osso) e sono pure commestibili u barbasallu (sottogola), a strinca (il laccio) e u fruntole (il frontale). Si contraddistingue anche la ricetta del tonno arrosto alla tabarkina che, con atto notarile dalla delegazione di Cagliari dell'Accademia, è entrata a pieno titolo tra i piatti della tradizione gastronomica carlofortina.

La leggenda della bella infedele di Carloforte

Una storia di bellezza, di tradimenti e di una truce invasione

Prossimi eventi o in corso

  • Sagra del Cus Cus Tabarchino
    25-04-2018
    Sagre

    Aggiungi al tuo calendario 2018-04-25 2018-04-25 Europe/Rome Sagra del Cus Cus Tabarchino Carloforte

  • Festa patronale di San Pietro
    29-06-2018
    Feste patronali

    Aggiungi al tuo calendario 2018-06-29 2018-06-29 Europe/Rome Festa patronale di San Pietro La devozione a San Pietro risale alle origini della colonia. Il culto per il santo protettore dei corallari e dei tonnarotti verteva attorno alla chiesetta delle Fontane. I festeggiamenti si concludono a sera con una suggestiva processione a mare e, successivamente, spettacolo pirotecnico a tempo di musica. La devozione religiosa svolse importante funzione per propiziarsi la benedizione divina nelle imprese di mare, data la forte tradizione marinara della popolazione, e nella calata della Tonnara, importantissima risorsa dei secoli passati, impresa a cui partecipava tutta la popolazione. Carloforte

    La devozione a San Pietro risale alle origini della colonia. Il culto per il santo protettore dei corallari e dei tonnarotti verteva attorno alla chiesetta delle Fontane. I festeggiamenti si concludono a sera con una suggestiva processione a mare e, successivamente, spettacolo pirotecnico a tempo di musica. La devozione religiosa svolse importante funzione per propiziarsi la benedizione divina nelle imprese di mare, data la forte tradizione marinara della popolazione, e nella calata della Tonnara, importantissima risorsa dei secoli passati, impresa a cui partecipava tutta la popolazione.

  • Crêuza de Mä. Musica per Film
    Dal 26-10-2018
    Al 28-10-2018
    Festival

    Aggiungi al tuo calendario 2018-10-26 2018-10-28 Europe/Rome Crêuza de Mä. Musica per Film Manifestazione trattante le musiche presenti nei film che si svolge a Carloforte. Essa fa parte dell'iniziativa "Le isole del cinema" che si compone di quattro manifestazioni tra cui "Pensieri e parole" (Asinara), "La valigia dell'attore" (La Maddalena), "Una notte in Italia" (Tavolara) e appunto "Crêuza de Mä", a Carloforte. Carloforte

    Manifestazione trattante le musiche presenti nei film che si svolge a Carloforte. Essa fa parte dell'iniziativa "Le isole del cinema" che si compone di quattro manifestazioni tra cui "Pensieri e parole" (Asinara), "La valigia dell'attore" (La Maddalena), "Una notte in Italia" (Tavolara) e appunto "Crêuza de Mä", a Carloforte.

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  • Festa patronale della Madonna dello Schiavo
    15-11-2018
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2018-11-15 2018-11-15 Europe/Rome Festa patronale della Madonna dello Schiavo La Madonna (una piccola statua in legno), probabilmente una piccola polena di un veliero portata sulla spiaggia dai marosi, fu trovata dal giovane schiavo tabarchino Nicola Moretto nella spiaggia di Nabeul, presso Tunisi il 15 novembre 1800. Il ritrovamento della "Madonnina Nera" fu accolto come un segnale divino dagli schiavi in terra d'Africa, ma soprattutto come esortazione e conforto per sopportare le tribolazioni e le persecuzioni. Portata nell'isola di San Pietro nella loro emigrazione dagli schiavi liberati, la Madonnina è rimasta un fortissimo simbolo di fede ma, al di fuori del significato strettamente religioso, anche di libertà e di forte unione solidale della comunità. La festa della Madonna dello Schiavo è senza dubbio quella più sentita dalla comunità carolina e da diversi anni questa festa si rinnova anche a Pegli l'ultima domenica di novembre. Alla Madonna dello Schiavo è dedicata la omonima chiesa ubicata in via XX Settembre, ove la statua è venerata. Carloforte

    La Madonna (una piccola statua in legno), probabilmente una piccola polena di un veliero portata sulla spiaggia dai marosi, fu trovata dal giovane schiavo tabarchino Nicola Moretto nella spiaggia di Nabeul, presso Tunisi il 15 novembre 1800. Il ritrovamento della "Madonnina Nera" fu accolto come un segnale divino dagli schiavi in terra d'Africa, ma soprattutto come esortazione e conforto per sopportare le tribolazioni e le persecuzioni. Portata nell'isola di San Pietro nella loro emigrazione dagli schiavi liberati, la Madonnina è rimasta un fortissimo simbolo di fede ma, al di fuori del significato strettamente religioso, anche di libertà e di forte unione solidale della comunità. La festa della Madonna dello Schiavo è senza dubbio quella più sentita dalla comunità carolina e da diversi anni questa festa si rinnova anche a Pegli l'ultima domenica di novembre. Alla Madonna dello Schiavo è dedicata la omonima chiesa ubicata in via XX Settembre, ove la statua è venerata.

Altri eventi

  • Giugno - GiroTonno. Manifestazione culturale e gastronomica che si svolge sull'isola di San Pietro nel periodo della mattanza dei tonni. Per maggiori informazioni visita il sito
  • Fine Agosto - Carloforte Music Festival. Ospitato al Teatro Mutua, la manifestazione porta a Carloforte i migliori giovani interpreti della musica classica non solo europea. Tra gli artisti ospitati ricordiamo Anna Tifu, Philippe Raskin, i Berliner Camerata. Per maggiori informazioni visita il sito
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