Borghi magazine ~ Alla scoperta dei tesori e delle eccellenze italiane

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Cefalù

Cefalù

Uno sguardo a Cefalù

Cefalu', la Cattedrale dall'alto
Comune di Cefalù

Cefalu'
Comune di Cefalù

Cefalu', Marina
Comune di Cefalù

Cefalu', Ritratto d'uomo di Antonello da Messina
Comune di Cefalù

Cefalu'
Comune di Cefalù

Cefalù (Ras Melkart in fenicio, Κεφαλοίδιον in greco, Cephaloedium in latino, Gafludi in arabo, Cifalù in siciliano) è situato sulla costa settentrionale della Sicilia, ai piedi di un promontorio roccioso, all'interno del Parco delle Madonie. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione. Il suo nucleo medioevale è ubicato sotto la Rocca di Cefalù. Fuori dai confini del centro storico, il nucleo urbano si è esteso a cavallo della piccola area pianeggiante che separa la rocca dal resto del sistema collinare della costa espandendosi ulteriormente a mezza costa sui pendii delle colline lungo la costa.

Tracce di frequentazione del sito risalgono all'epoca preistorica, in particolare in due grotte che si aprono sul lato settentrionale del promontorio su cui sorse la città. A un insediamento pre-ellenico si riferisce la cinta muraria di tipo megalitico, datata alla fine del V secolo a.C., che circonda l'attuale centro storico ed è in gran parte ancora conservata, e il contemporaneo Tempio di Diana, un santuario costituito da un edificio megalitico, coperto con lastroni di pietra di tipo dolmenico che ospita una precedente cisterna più antica (IX secolo a.C.). Nel IV secolo a.C. i Greci diedero al centro indigeno il nome di Κεφαλοίδιον (Kefaloidion), dal greco kefa o kefalé, ovvero «testa, capo»; riferito probabilmente al suo promontorio. Non è da escludere tuttavia la ripresa fonetica dall'aramaico (lingua cananaica strettamente affine al fenicio) kephas («pietra, roccia»), dunque sempre in riferimento al promontorio. Nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani e nel 254 a.C. dai Romani, che le diedero in latino il nome di Cephaloedium. La città ellenistico-romana ebbe una struttura urbanistica regolare, formata da strade secondarie confluenti sul principale asse viario e chiusa ad anello da una strada che segue il perimetro della cinta muraria. Nel periodo del dominio bizantino l'abitato si trasferì dalla pianura sulla rocca e restano tracce di lavori di fortificazione di quest'epoca (mura merlate), oltre a chiese, caserme, cisterne per l'acqua e forni). La vecchia città non venne tuttavia del tutto abbandonata, come prova il recente rinvenimento di un edificio di culto cristiano, con pavimento in mosaico policromo risalente al VI secolo.

Nell'858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi, che le diedero il nome di Gafludi, e fece parte dell'emirato di Palermo. Di questo periodo si hanno tuttavia notizie scarse e frammentarie e mancano anche testimonianze monumentali. Nel 1063 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I e, nel 1131, grazie a Ruggero II, fu rioccupato l'antico abitato sulla costa, rispettando la struttura urbana preesistente. Tra la metà del XIII secolo e il 1451 passò sotto il dominio di diversi feudatari e da ultimo divenne possedimento del vescovo di Cefalù. La storia successiva di Cefalù si può assimilare a quella della Sicilia e del resto dell'Italia. Nel 1752 vi si iniziano a stabilire i consolati stranieri (Francia, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) e la città diventa meta del Grand Tour. Durante il Risorgimento, vi venne fucilato, il 14 marzo 1857, il patriota Salvatore Spinuzza. Dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi del gennaio 1861, la città proclamò la sua adesione al Regno d'Italia.

Il centro storico di Cefalù ha un impianto medievale caratterizzato da strade strette, pavimentate con i ciottoli della spiaggia e il calcare della Rocca di Cefalù. In via Vittorio Emanuele si trova il lavatoio pubblico conosciuto come Lavatoio medioevale, presso il tardo-rinascimentale palazzo Martino. Il lavatoio si presenta con una scalinata in pietra lavica e lumachella che conduce ad una pavimentazione levigata dal tempo e ad una serie di vasche che si colmano con le acque che scorrono da ventidue bocche di ghisa (di cui quindici teste leonine) disposte lungo le pareti sovrastate da basse volte. Attraverso un piccolo antro, l'acqua raggiunge il mare. Nelle vasche sono evidenti gli appoggi che servivano per strofinare i panni.

Comune di Cefalù
Città Metropolitana di Palermo
Regione Sicilia

Abitanti: 14.393
Altitudine centro: 16 m s.l.m.

Sito Unesco:
Palermo arabo-normanna e cattedrali di Cefalù e Monreale

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Strada del Vino sul percorso della Targa Florio
Città e siti patrimonio mondiale Unesco

Aree naturali protette:
Parco delle Madonie

Comune di Cefalù
Corso Ruggero 139/B - 90015 Cefalù (PA)
Tel. 0921-924111

Con Trenitalia i Borghi sono sempre più vicini. E' ufficiale la collaborazione tra Ferrovie dello Stato e il Club dei Borghi più belli d'Italia

Ieri a Roma è stata presentata ufficialmente la convenzione tra Trenitalia e il Club dei Borghi più belli d'Italia per dare la possibilità di raggiungere agevolmente 23 tra i Borghi più belli del nostro paese.

Prossimi eventi o in corso

  • 'A vecchia strina
    31-12-2018
    Festival

    Aggiungi al tuo calendario 2018-12-31 2018-12-31 Europe/Rome 'A vecchia strina Secondo il folklore cittadino, la vecchia strina è una figura di vecchia benefica che la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio porta doni ai bambini buoni e carbone e cenere per quelli cattivi, come in altre città siciliane fanno i morti. Nei giorni precedenti ai bambini si raccomanda di non fare troppo rumore perché la vecchia strina r'u casteddu si 'nna adduna: la sua dimora è infatti immaginata sulla rocca. La sera della vigilia i ragazzi più grandi girano per le strade suonando i rinali (latte e vasi rotti), mentre ai bambini che vanno a dormire si raccomanda di tenere gli occhi chiusi, se non vogliono che la vecchia venga c'u spitu infucatu a bruciare loro gli occhi. Cefalù

    Secondo il folklore cittadino, la vecchia strina è una figura di vecchia benefica che la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio porta doni ai bambini buoni e carbone e cenere per quelli cattivi, come in altre città siciliane fanno i morti. Nei giorni precedenti ai bambini si raccomanda di non fare troppo rumore perché la vecchia strina r'u casteddu si 'nna adduna: la sua dimora è infatti immaginata sulla rocca. La sera della vigilia i ragazzi più grandi girano per le strade suonando i rinali (latte e vasi rotti), mentre ai bambini che vanno a dormire si raccomanda di tenere gli occhi chiusi, se non vogliono che la vecchia venga c'u spitu infucatu a bruciare loro gli occhi.

  • L'Ottava del Corpus Domini
    20-06-2019
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-06-20 2019-06-20 Europe/Rome L'Ottava del Corpus Domini Corrisponde agli otto giorni del mese di giugno, da un giovedì al successivo giovedì, nei quali si celebrava la festa del Corpus Domini, con le processioni degli aderenti alle varie corporazioni che portavano i grandi stendardi custoditi all'interno della Cattedrale. Le corporazioni riconosciute dalla città, che si alternavano nei giorni di festa erano: i mastri nichi: i giovani "mastri" delle varie categorie artigiane; i ucciera (i macellai); i piscatura (i pescatori); i viddani (i contadini, ai quali era affidata l'organizzazione dei carri allegorici ispirati alla vita dei campi e ai prodotti della terra, le primizie); i marinara di viliera (i marinai di velieri, che nonostante provenissero dal ceto dei pescatori si distinguevano per la loro esperienza di navigazione); i parrini (i sacerdoti); i galantuomini (gli aristocratici); i mastri ranni (i maestri grandi, la maestranza per eccellenza, specificatamente nel settore dell'ebanisteria). In occasione dell'ottava, ed esattamente la domenica si faceva la frottola, termine con cui si intendeva non una poesia suscettibile d'essere musicata, ma la sfilata di carri allegorici lungo le vie del paese, con in testa un tamburo rullante costantemente. I carri rappresentano con i fiori, il Santissimo Sacramento e la vita contadina. Subito dopo il suonatore di tamburo (tamburaro) vi sono frotte di bambini che portano i cucciddati, pani a forma di ciambella realizzati con la farina del primo frumento dell'anno, che vengono appesi su dei bastoni, e i bambini gridano l'espressione augurale: Viva u pani. Anticamente, quando ogni strada aveva il nome di un santo, la frottola si fermava e venivano recitate delle nenie inneggianti alle virtù dei cristiani. Cefalù

    Corrisponde agli otto giorni del mese di giugno, da un giovedì al successivo giovedì, nei quali si celebrava la festa del Corpus Domini, con le processioni degli aderenti alle varie corporazioni che portavano i grandi stendardi custoditi all'interno della Cattedrale. Le corporazioni riconosciute dalla città, che si alternavano nei giorni di festa erano: i mastri nichi: i giovani "mastri" delle varie categorie artigiane; i ucciera (i macellai); i piscatura (i pescatori); i viddani (i contadini, ai quali era affidata l'organizzazione dei carri allegorici ispirati alla vita dei campi e ai prodotti della terra, le primizie); i marinara di viliera (i marinai di velieri, che nonostante provenissero dal ceto dei pescatori si distinguevano per la loro esperienza di navigazione); i parrini (i sacerdoti); i galantuomini (gli aristocratici); i mastri ranni (i maestri grandi, la maestranza per eccellenza, specificatamente nel settore dell'ebanisteria). In occasione dell'ottava, ed esattamente la domenica si faceva la frottola, termine con cui si intendeva non una poesia suscettibile d'essere musicata, ma la sfilata di carri allegorici lungo le vie del paese, con in testa un tamburo rullante costantemente. I carri rappresentano con i fiori, il Santissimo Sacramento e la vita contadina. Subito dopo il suonatore di tamburo (tamburaro) vi sono frotte di bambini che portano i cucciddati, pani a forma di ciambella realizzati con la farina del primo frumento dell'anno, che vengono appesi su dei bastoni, e i bambini gridano l'espressione augurale: Viva u pani. Anticamente, quando ogni strada aveva il nome di un santo, la frottola si fermava e venivano recitate delle nenie inneggianti alle virtù dei cristiani.

  • Festeggiamenti del Santissimo Salvatore
    Dal 02-08-2019
    Al 06-08-2019
    Feste patronali

    Aggiungi al tuo calendario 2019-08-02 2019-08-06 Europe/Rome Festeggiamenti del Santissimo Salvatore Titolare della Basilica Cattedrale e protettore della città. Nonostante sia l'Immacolata la patrona di Cefalù, il SS. Salvatore è stato sempre festeggiato come patrono di Cefalù. Nel pomeriggio dell'ultima giornata dei festeggiamenti del SS. Salvatore, si svolge una gara chiamata Antinna a mari o 'Ntinna a mari. La gara vede giovani ed anziani pescatori protesi alla conquista di una bandierina colorata attaccata alla punta di un lunghissimo tronco, reso scivoloso da grasso e sapone, che viene sistemato orizzontalmente al mare e saldamente fissato alla banchina. Cefalù

    Titolare della Basilica Cattedrale e protettore della città. Nonostante sia l'Immacolata la patrona di Cefalù, il SS. Salvatore è stato sempre festeggiato come patrono di Cefalù. Nel pomeriggio dell'ultima giornata dei festeggiamenti del SS. Salvatore, si svolge una gara chiamata Antinna a mari o 'Ntinna a mari. La gara vede giovani ed anziani pescatori protesi alla conquista di una bandierina colorata attaccata alla punta di un lunghissimo tronco, reso scivoloso da grasso e sapone, che viene sistemato orizzontalmente al mare e saldamente fissato alla banchina.

Eventi passati

  • La Tenuta Bordonaro apre le Porte
    15-10-2017
    Festival

    Villa Bordonaro, Contrada Mazzaforno
    Ingresso libero.
    Dalle 10:30/13:00; 15:00/17:30

  • “Panettone Festival"
    Dal 01-12-2017
    Al 03-12-2017
    Festival

    Cefalù capitale del panettone per un weekend

  • La Candelora
    02-02-2018
    Ricorrenze religiose

    Il 2 febbraio a Cefalù si festeggia come ogni anno la Candelora. Proprio il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la presentazione di Gesù, 40 giorni dopo la sua nascita, presso il Tempio di Gerusalemme. I 40 giorni trascorsi tra la nascita e la presentazione del Signore ha determinato anche un altro nome dato alla festa ovvero la Purificazione di Maria. Secondo l’usanza ebraica, infatti, una donna era impura per 40 giorni dopo il parto e ciò comportava la necessità di purificarsi visitando il tempio. La festa tuttavia è popolarmente detta della Candelora poichè essa somiglia moltissimo alle Lucernare, antiche fiaccolate rituali anch’esse con un profondo significato di purificazione.

  • I Sansoni in Fratelli...ma non Troppo
    29-04-2018
    Spettacoli

  • La Notte Romantica
    23-06-2018
    Festival

  • 11° Gran Premio Karting
    Dal 06-10-2018
    Al 07-10-2018
    Manifestazioni sportive

Altri eventi

  • Mercato settimanale: ogni sabato, in centro;
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