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Mosset: La torre dei profumi

Mosset: La torre dei profumi

A pochi km da Mosset, in un luogo affascinante come le gole della Castellane, il Grand Hôtel Les Thermes in granito e marmo rosa di Villefranche-de-Conflent è la sosta ideale per spezzare il viaggio. Ha una piscina termale all’altezza degli alberi e un parco dove si mescolano la palma, l’ulivo e l’alloro. Un’oasi mediterranea là dove il Mediterraneo finisce e cominciano i Pirenei Orientali, nella regione Linguadoca-Rossiglione che è lo spartiacque tra i due mondi.

Mosset - Francia

Mosset è un villaggio di 300 abitanti arroccato su uno sperone roccioso che domina la valle del fiume Castellane, a 710 metri di altitudine e a 55 km da Perpignan e dal mare. I sensi ci dicono che questo è un posto speciale proprio perché mescola l’aria del Mediterraneo con quella della montagna. Sarà una questione di venti, di correnti, ma è come se i profumi della macchia e della garrigue esalassero in alti alambicchi fino ad arrivare quassù, sui pascoli alti, dove ancora fioriscono gli oleandri.

Fra i vicoli di Mosset - Francia

Oggi il sole va e viene, c’è una luce di montagna morbida che piove dai Pirenei. Il rumore meccanico di un trattore è l’unico generato da umani: il resto, sono versi di animali e scorrere di acque, di ruscelli e fontane. Le erbe traggono suoni dal vento.  I profumi si annidano nei terrazzamenti, nei cespugli, nei sentieri, nei fianchi scuri della montagna: il Comune li ha raccolti in una torre, dove sono a disposizione di tutti, la Tour des Parfums.

Fra i vicoli di Mosset

Il Carrer de Santa Magdalena porta al villaggio consentendo un’ampia veduta sulla valle, tra cespugli di more selvatiche, alberi di fico e rose: rose rosse che si stagliano sullo sfondo della montagna. Il borgo è nato intorno al suo castello, fondato nel XII secolo, di cui c’è traccia nei resti di mura, torri e porte. Le fortificazioni si resero necessarie perché Mosset era luogo di frontiera tra il regno di Francia e quello di Aragona. Il Portal de la Coma Gelada, aperto nella cinta muraria del XIII secolo, dava accesso all’antico cammino di Sournia. Passeggiando, si notano sulle facciate delle case diversi portali in calcare marmoreo bianco o grigio: si tratta di reimpieghi di pietre di marmo di estrazione locale, provenienti dal saccheggio del castello durante la Rivoluzione del 1789.  Vi sono spesso scolpiti il nome del primo proprietario, la data di costruzione della casa o figure enigmatiche come teste animali di stile romanico.

Scendiamo da questo balcone sui Pirenei: sotto i faggi e gli abeti, c’è già nostalgia di Mediterraneo.

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