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Crupet (Belgio), un villaggio bucolico

Crupet (Belgio), un villaggio bucolico

Dal 1996 Crupet, frazione del comune di Assesse, è classificato tra Les Plus Beaux Villages de Wallonie, i borghi più belli della regione francofona del Belgio. L’associazione conta oggi 28 borghi di carattere. Tra la sfida della preservazione del passato e l’esigenza degli abitanti di vivere nel comfort contemporaneo, la Vallonia rurale gioca la sua scommessa. E la vince, come dimostra il successo di Crupet, che con meno di 500 abitanti ha trovato la sua strada grazie al turismo.

Considerato il villaggio più bucolico della provincia di Namur, Crupet sta in una regione dove l’acqua è onnipresente. In fondo alla stretta valle del Crupet e dei suoi affluenti, la bellezza modesta delle case che datano dal XVII al XIX secolo, graziosamente rannicchiate nel cavo di un tranquillo avvallamento, salta subito all’occhio. Cosa si viene a fare qui? I campagnoli. Come fecero negli anni Sessanta alcuni ricchi di Bruxelles e di Anversa che restaurarono le loro case, seguiti dagli abitanti del villaggio. Oggi sono una quindicina le dimore storiche che fanno di Crupet un abitato leggiadro in pietra arenaria e calcare, aggrappato ai versanti in ripido pendio tagliati nella roccia. Lungo una strada bassa e una alta che si collegano a pittoreschi sentieri, si ammirano le facciate, le entrate delle corti, i giardinetti, le dépendance, le sistemazioni esterne. Il dongione medievale spicca, altero, in mezzo a uno specchio d’acqua poco profondo. Un po’ più in alto ad attirare l’attenzione è la bellezza del luogo in cui sorge la Chiesa di San Martino, con la piazza, la canonica e il cimitero.

Eglise Saint-Martin de Crupet 2 ©OTA

Questo piccolo villaggio ha visto declinare i suoi mulini. Ce n’erano sette, installati per approfittare della forza dei ruscelli che alimentano il Crupet. Oggi sono recuperati e fanno parte del patrimonio che vale la reputazione del villaggio. L’agricoltura ha perso le sue braccia, sostituita nei decenni passati da un turismo religioso alquanto kitsch che aveva come meta la grotta artificiale di Sant’Antonio da Padova. Più interessante, oggi, la vita di campagna che si apprezza all’Auberge Dol Besace, dove si pratica una cucina della nonna con buoni ingredienti freschi dai produttori locali. La locanda esiste dal 1850 e ancora tra i suoi muri assicura specialità come la trota di Crupet, il prosciuttino arrosto con senape, le polpette casalinghe con salsa di pomodoro, la guancia di manzo, l’entrecôte de vache du pays, le carni grigliate su pietra vulcanica, i formaggi che vengono dalla fabbrica di birra dei padri trappisti di Chimay.

Donjon de Crupet (2)

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