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Pesaro: gita ai borghi di Gradara e Montegridolfo.

Borghi Magazine Community Pesaro: gita ai borghi di Gradara e Montegridolfo.
Scopri Gradara

E’ dalla città che vide nascere Gioacchino Rossini, il grande compositore italiano de “Il barbiere di Siviglia”, che inizia il nostro itinerario alla scoperta delle terre a cavallo tra l’estremo nord marchigiano e la Romagna, ed in particolare di due tra i borghi più belli della zona, Gradara e Montegridolfo.

Una ventina di chilometri dividono la città dalla prima tappa dell’itinerario, tratto di strada che percorriamo alla vista di dolci colline punteggiate da paesi e valli.

Arroccato su di un poggio, Gradara è uno dei borghi fortificati più belli d’Italia.

Dal litorale romagnolo, da Riccione e Cattolica, si scorge la sagoma della sua rocca, cuore storico ed architettonico del centro dal quale si vede il mare che par quasi di toccarlo con mano.

La rocca di Gradara
Foto di Nico aka La Svedese @nicoandtheunderground

Situato a 142 metri sul livello del mare, il borgo è uno straordinario esempio di architettura medioevale, dalla storia profondamente legata agli eventi del castello, raccolto tra le mura e addossato all’antico maniero, situato in fortunata posizione tra mare e colline, antico crocevia di traffici e genti.

Teatro medioevale degli scontri tra lo Stato Pontificio ed i nobili casati romagnoli e marchigiani, il paese è racchiuso all’interno di una doppia cinta di mura merlate caratterizzate da quattordici torri e da una porta fortificata con gli stemmi degli Sforza, dei Della Rovere e dei Farnese.

Incantevole il pittoresco intreccio di vicoli ricchi di suggestive botteghe artigiane e locali che si apre appena varchiamo l’ingresso situato nella parte bassa, la Porta dell’Orologio; par di fare un salto nel tempo, trovandosi catapultati nel cuore del medioevo, nel bel mezzo di una delle zone collinari più belle della nostra penisola.


Foto di Nico aka La Svedese @nicoandtheunderground

Imperdibili la visita al museo storico, collezione di documenti storici e oggetti antichi, ed alle grotte medioevali, suggestivo intreccio di cunicoli del sottosuolo.

Elemento caratterizzante è la Rocca, di pianta quadrata e con un possente torrione poligonale sul lato nord orientale, eretta dalla famiglia Griffo nella seconda metà del XII secolo, legata alla storia di Paolo e Francesca ed al fatale bacio narrato da Dante nel V canto dell’Inferno, dove da vedere sono la corte interna, con portico e loggia, e gli svariati ambienti arredati con mobili del Quattrocento e del Cinquecento ed impreziositi da preziosi affreschi.


Foto di Nico aka La Svedese @nicoandtheunderground

Storia, arte, letteratura ma anche ottima cucina. Gradara è infatti anche da apprezzare a tavola. Ci fermiamo e ci concediamo il piatto tipico locale, il bigol, gli spaghettoni fatti a mano dalle massaie del paese e conditi con sugo di funghi porcini locali o, eventualmente, con sugo di carne alla marchigiana.

Lasciamo Gradara concedendoci più di una fermata lungo il percorso, per godere del panorama del borgo immerso tra le sue colline. Proseguiamo verso la seconda tappa dell’itinerario, Montegridolfo.

Montegridolfo
Foto di Catia Magagnini @maga_catia

E’ il continuo saliscendi tra poggi e valli ad accompagnarci verso il piccolo borgo romagnolo, dal quale passa la “Strada delle colline di Romagna”, al confine con le terre della provincia di Pesaro e Urbino.

Di Montegridolfo si fa menzione già nell’anno Mille. Situato tra la valle del Foglia e del Conca, fu spesso coinvolto nelle battaglie delle due nobili Signorie locali, i Malatesta ed i Montefeltro. Terra di battaglie e di dominazioni, Montegridolfo e la sua gente vissero drammatiche incursioni, scorrerie e assalti, dominati dai Malatesta prima di passare nelle mani del duca Valentino Borgia, della Repubblica Veneta e dello Stato Pontificio.

Montegridolfo Gabriella Saltarelli @gabriellasaltarelli
Foto di Gabriella Saltarelli @gabriellasaltarelli

Bello lo scenario che si presenta all’arrivo con l’ottima integrazione architettonica dell’abitato medievale con il contesto paesaggistico circostante.

Da vedere la chiesa di San Rocco, che custodisce tre dipinti, uno della prima metà del Quattrocento, uno della prima metà del Cinquecento ed uno degli inizi del Seicento.

Imperdibile il Museo della Linea dei Goti, interessante esposizione di cimeli e armi della battaglia tra gli Alleati ed i tedeschi, detta in origine Linea dei Goti e poi Linea Gotica. Anche a Montegridolfo non rinunciamo ad una sosta gastronomica per goderci un bel tagliere di salumi e formaggi e goderci un bel piatto di tagliatelle al ragù ed ai funghi da accompagnare con un buon bicchiere di Sangiovese.

Montegridolfo
Foto di Luca Tamantini @luke_tama

Montegridolfo è però anche terra d’olio del quale compriamo una bottiglia da portare con noi sulla strada del ritorno, quella che ci riporta a Pesaro, ancora tra le dolci colline dell’urbinate fino al mare.

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