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Le leggende della Dama in Nero e della Dama del Ponte Rosa di Garessio

Le leggende della Dama in Nero e della Dama del Ponte Rosa di Garessio
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Nella sala da musica del Castello di Casotto, a Garessio, Cuneo, si può ammirare un dipinto attribuito a Van Dyck (o ad un membro comunque della sua scuola) raffigurante una dama, chiamato La Dama in Fiero (nero). Il dipinto, arrivato a Garessio dal castello torinese di Agliè, di magnifica fattura, gode di una strana fama. Una leggenda narra che in alcune notti, il fantasma della donna, vestita di un abito nero seicentesco, uscisse dal dipinto e si aggirasse per le sale del castello, predicendo disgrazie ai membri della famiglia reale che incontrava. Nell’Ottocento, quando il castello fu acquistato e srestaurato da Carlo Alberto di Savoia per farne la sua dimora estiva, il quadro non venne rimosso. C’è chi dice che possibilmente anche il reale piemontese ebbe la fortuna/sfortuna di incontrare la dama, e, quasi sicuramente, ad incontrarla fu la Principessa Maria Clotilde, la quale stanza da letto era situata in fianco alla sala da musica.

Completamente diversa, e molto più antica, è la storia della Dama del Ponte Rosa che vanta radici medievali. A quei tempi il borgo iniziava da Porta Rose e più precisamente da un castello di cui oggi resta solo una torre e alcune mura fortificatrici. Una leggenda narra che da una feritoia delle torri di quel castello, secoli or sono, una Dama gettò una rosa rossa ad un cavaliere nemico che stava transitando ai piedi della torre. Il cavaliere, ignaro e lusingato si inchinò per raccogliere il fiore ma venne trafitto da una freccia e cadde morente a terra. Il suo sangue fuoriusciva copioso confondendosi con il rosso dei petali del fiore che da ora il nome all’antica porta cittadina. C’è chi ipotizza che il fantasma della Dama del Ponte Rosa possa ancora vagare nei pressi della porta dove un tempo vi era il ponte levatoio.

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