Borghi magazine ~ Alla scoperta dei tesori e delle eccellenze italiane

© 2018 - Tutti diritti riservati
Questo sito utilizza cookie. Cliccando su o proseguendo nella navigazione o effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Cime tempestose. Viaggio nelle brughiere dello Yorkshire

Cime tempestose. Viaggio nelle brughiere dello Yorkshire

Una vecchia locomotiva a vapore coi vetri appannati e gli interni in legno targata 90733. Una bambina dal cappotto rosso cerca di pulire il finestrino, ma oltre la pioggia ci sono solo nuvole di fumo e nebbia. Il viaggio da Keighley a Haworth è un salto indietro nel tempo. La Keighley and Worth Valley Railway Line, costruita nel 1867, trasporta il visitatore in un mondo che si è fermato ancora prima, nel 1820, quando il reverendo Patrick Brontë si trasferì ad Haworth insieme alla famiglia. Il piccolo borgo dello Yorkshire e la brughiera che lo circonda sono gli spettatori dei tormentati amori raccontati da Emily Brontë in Cime tempestose. Ed è davvero quasi una tempesta quella che oggi ci accoglie quando scendiamo dal trenino a vapore: un tumulto atmosferico provocato dai venti del nord.

La stazione è rimasta cosi come era, con i suoi lampioni di ghisa e i mattoncini bagnati dalla pioggia. Un ponte sulla ferrovia conduce al paese adagiato su una collina. Percorrendo Main Street, la via principale, si arriva alla chiesa di St. Michael and All Angels, dove operava come pastore anglicano il reverendo Patrick Brontë, padre delle tre scrittrici Emily, Anne e Charlotte. Dell’edificio originario rimane solo la torre campanaria, già presente nel XV secolo, perché quella che si vede è la nuova chiesa fatta costruire e inaugurata nel 1879 dal successore del reverendo Brontë. Un’iscrizione nella cripta ci indica che qui sono seppelliti tutti i Brontë, tranne Anne che riposa a Scarborough.

Intorno, il cimitero è di una suggestione unica. L’odore di erba bagnata, le lastre piantate nella terra come fantasmi di pietra, quelle vite perdute raccontate negli epitaffi: tutto fa pensare alla Elegia in un cimitero di campagna di Thomas Gray. Da quel che leggiamo, la sepoltura più antica è del 1645. C’è chi dice che sotto il prato del cimitero ci sia una grande città dei morti, forse 40 mila. Inseguendo un timido raggio di sole, un gatto nero sbuca dalle lastre di pietra e ci conduce prima all’Old School Room, la scuola per i bambini poveri aperta dal reverendo Brontë, poi al Parsonage, la casa georgiana dove la famiglia visse tra il 1820 e il 1861. Costruita nel 1778, è ora un museo.

Proseguendo oltre il Parsonage verso ovest ci si ritrova nella brughiera selvaggia di cui Emily era innamorata e che appare nei suoi romanzi e in quelli delle sorelle, come nell’intrigante Jane Eyre di Charlotte. Qui vicino si trovano Ponden Hall che ha ispirato Trushcross Grunge, la casa dei Linton in Cime Tempestose; la villa dove è ambientato The tenant of Wildfell Hall di Anne; Top Withens, la fattoria della famiglia Earnshow; la zona di Penistone Cragg (in realtà Ponder Kirk) dove Catherine e Heathcliff andavano a giocare da bambini; la cascata e il ponte dove spesso si recavano le sorelle Brontë.

Intorno a noi, ora, solo pecore e un uccellaccio appollaiato su un muretto a secco che gli fa la guardia. Appena smette di piovere, l’erba si fa di un verde abbagliante. Ogni tanto si trova uno «sparuto filare di squallidi ceppi di roveti che tendono le braccia da un solo verso come ad impetrare l’elemosina del sole». Sulla via del ritorno, un negozio di libri vintage ha Cime Tempestose in vetrina. Di fronte, il Black Bull, il pub frequentato da Branwell, il fratello delle scrittrici. La pioggia batte di nuovo forte mentre camminiamo sui ciottoli scivolosi di Main Street, per andare a prendere quel treno arrugginito che ci riporterà nel presente. In treno, sfogliamo La vita di Charlotte Brontë di Elizabeth Gaskell: «Mia sorella Emily era innamorata della brughiera; ai suoi occhi negli angoli più cupi della landa sbocciavano i più vividi fiori, la sua mente sapeva trasformare in un Eden la più tetra valletta affossata sul livido fianco di una collina. Nella squallida solitudine trovava le più rare delizie; e certamente, non ultima, anzi, la più amata, la libertà. La libertà era l’aria che Emily respirava …». Pensiamo a quelle tre giovani donne che vivevano qui, isolate dal mondo, e come unico sfogo avevano la lettura e la scrittura.

ALTRE IN BORGHI ALTROVE :
"Andar per borghi" è un piacere. Prova!